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Miglior sindaco al mondo contro il Covid, Gori in lizza: sostegno dal Pd, ira Lega

L'inserimento del primo cittadino nella lista dei candidati ha scatenato ironia e rabbia dagli avversari politici.

Trentasette sindaci in lizza come miglior primo cittadino al mondo, per il loro impegno nella lotta alla povertà e al Covid-19: sono quelli nominati nel “World Mayor Project”, che ogni due anni premia gli amministratori che si sono particolarmente distinti nel sostegno alle proprie comunità.

Il tema 2020 è, appunto, la povertà, unita agli sforzi per combattere la diffusione del Coronavirus, e tra i candidati figura anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, insieme ad altri due italiani, il collega di Milano Giuseppe Sala e quella di Villa del Conte (Padova) Antonella Argenti.

Una “long list” dove ognuno può candidare il sindaco che ritiene più idoneo al riconoscimento, tenendo presente i criteri di selezione per quest’anno: poi sarà la “City Mayor Foundations”, ideatrice del premio, a valutarle.

Una nomina che ha scatenato l’ironia e la rabbia della Lega, a partire dal consigliere comunale e deputato Alberto Ribolla: “Gori candidato a miglior sindaco del mondo? Siamo a scherzi a parte?? Si è auto nominato? Qualcuno forse si dimentica i tira molla / apri-chiudi / continue giravolte?”.

Non è andato per il sottile, invece, Daniele Belotti, deputato del Carroccio, che con un lungo post sul proprio profilo Facebook ha ripercorso le tappe della pandemia in terra bergamasca e le decisioni del sindaco: “Ma è lo stesso Gori che il 29 febbraio lanciava il ‘Bergamo non ti fermare’ invitando tutti i cittadini a uscire, a stare tra la gente? – scrive – È lo stesso Gori che negli stessi giorni portava la giunta al ristorante cinese e si faceva fotografare a cena “da Mimmo”? Che per animare la città faceva viaggiare gratis sui bus? Che nei giorni seguenti ha insistito invitando i bergamaschi ad andare nei musei e che 4 giorni dopo gridava ‘State a casa, fermiamo tutto? È lo stesso Gori che il giorno dopo lanciava un messaggio devastante verso la credibilità dei nostri ospedali dichiarando ‘I pazienti sono lasciati morire’? Lo che 24 ore dopo faceva l’ennesimo dietrofront scusandosi per la terribile dichiarazione? Che mentre le salme dei suoi concittadini venivano portate via con i camion militari pontificava sulla necessità ‘di una sanatoria per 200.000 immigrati’? È lo stesso Gori che per settimane, per una smania di visibilità e per calcoli di partito, ha continuamente e strumentalmente attaccato la Regione?”.

Dall’altro lato della barricata non sono mancate le difese a Gori dai propri sostenitori politici, a partire dal consigliere regionale Niccolò Carretta che non ha rinunciato a ricambiare le stoccate politiche: “Trovo semplicemente vergognosi gli attacchi da parte dei Consiglieri comunali leghisti al sindaco Gori. Non ci importa di alcuna classifica e in questo momento trovo davvero triste il loro atteggiamento. Capisco anche che un anno dopo la bruciante sconfitta alle elezioni comunali pesi ancora, soprattutto perché nel momento politico a loro favorevole hanno preso meno voti anche della Lista Civica che coordino. In questi tempi, dove la Regione che loro guidano da molti anni sta facendo acqua da tutte le parti, facendosi bagnare il naso da Emilia e Veneto, forse sarebbe stato meglio stare in silenzio invece di alimentare polemiche inutili. Certo se ci fosse la classifica dei migliori Governatori al mondo Fontana non comparirebbe. Questo è poco ma sicuro”.

Hanno poi preso posizione anche i vertici del Pd bergamasco, il segretario cittadino Roberto Mazzetti e quello provinciale Davide Casati: “Siamo orgogliosi che il sindaco Giorgio Gori sia stato candidato tra i migliori Sindaci del mondo a dimostrazione che il lavoro svolto in un periodo così difficile e complicato venga valutato positivamente da una prestigiosa fondazione internazionale, il cui giudizio si basa su fatti e non su valutazioni politiche di parte – hanno scritto in una nota congiunta – Le qualità del sindaco Gori sono confermate dai provvedimenti messi in campo in questi ultimi mesi, tra cui ricordiamo il Fondo di Mutuo Soccorso e il progetto Rinascimento Bergamo che permetteranno di aiutare le famiglie e le attività economiche in difficoltà. La polemica innescata dalla Lega contro il Sindaco è pretestuosa e va a discapito di Bergamo e dei suoi abitanti, in un momento in cui il nome di Bergamo è purtroppo identificato con il coronavirus. Per non parlare poi della gestione della sanità lombarda, da decenni in mano al centro-destra, che ha purtroppo dato una dimostrazione drammatica di inefficienza. Questo metodo di gestione della politica non appartiene al PD bergamasco che non solo plaude alla candidatura di Giorgio Gori ma a questo punto si augura che raggiunga l’obiettivo, facendo della nostra città il simbolo della ripartenza”.

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Commenti

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  1. Scritto da Francesco Giuseppe

    Veramente? Allucinante!!1 Ha ragione Belotti al 10%, Nicolò Caretta dice che brucia la sconfitta a Bergamo? A me pare invece che bruci la sconfitta alle regionali di 2 anni fa per Gori. Quelle per le quali ci ha messo 2 mesi a decidere se andare a Milano o restare a Bergamo! Gori ha detto e fatto tutto e il contrario di tutto; ha insultato Fontana quando si metteva in auto quarantena con la mascherina, dicendo “scredita l’italia nel mondo”. Poi ha chiuso la città, mandando i vigili, come lo sceriffo di Nottingham, a multare i cittadini che facevano giocare i bambini nel proprio cortile o a chi andava a fare la spesa 300 m invece che a 200. Solo per incassare!!! Miglior sindaco per aver BOCCIATO la proposta dell’opposizione leghista (e non occorre votare Lega per vedere certe cose), di devolvere parte dello stipendio suo e degli assessori, come il gettone di presenza dei consiglieri, al fondo per il sostegno delle famiglie in difficoltà economica?
    Pensare che in aziende come Luxottica e Mediaset, i dirigenti si sono tagliati gli stipendi 2020 per aiutare i propri dipendenti.
    Ma Gori e PD no! I suoi attacchi strumentali alla regione Lombardia, insieme ai suoi colleghi di Milano, Brescia, Varese, sono stati penosi, solo di parte. Ma non era stato quello che predicava l’unità e il non facciamo polemiche?
    Uno schifo la candidatura, se passasse poi sarebbe come la chat dei magistrati, sui giornali in questi giorni (alcuni).
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