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Bergamo, prime 3 multe da 400 euro; Gori chiede collaborazione a baristi e ristoratori

Tutte le indicazioni precise sulle norme di comportamento da tenere per i locali: "Stiamo facendo molto per voi, è necessario che vi atteniate con serietà a queste disposizioni"

Mentre sono state comminate le prime tre sanzioni da 400 euro in città a persone senza mascherina, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori torna a rivolgersi a ristoratori e baristi, chiedendo profonda collaborazione in questa delicata fase della ripresa.

Lo fa ricordando innanzitutto dalle misure di sostegno messe in campo da Palazzo Frizzoni, già attive o di prossima realizzazione: un impegno in cambio del quale il Comune chiede uno sforzo maggiore nel campo della sicurezza. 

Ecco la lettera integrale indirizzata agli operatori. 

Carissimi,
la ripresa dell’attività dei ristoranti e dei bar segna un passaggio importante della cosiddetta “Fase 2”, che segue quella della grave emergenza sanitaria legata all’epidemia di Covid-19.

Spero innanzitutto che tutti voi abbiate potuto riaprire: sono consapevole che la lunga chiusura ha determinato pesanti conseguenze per tutte le attività d’impresa e non mi nascondo le difficoltà che ne possono derivare.

Per questo il Comune ha incluso le attività di ristorazione e somministrazione tra i primi destinatari dei contributi a fondo perduto e dei prestiti “ad impatto” previsti dal Programma Rinascimento che abbiamo avviato nelle scorse settimane. I primi contributi a fondo perduto, destinati alla copertura delle “spese inderogabili” sostenute dalle microimprese della città durante il periodo del lockdown e nei primi 60 giorni dopo la riapertura, sono già stati erogati in questi giorni.

Sono anche consapevole che le necessarie regole di distanziamento fissate dal Governo e dalla Regione comportano una riduzione della capienza dei vostri locali. Per questo abbiamo deciso di promuovere un maggiore utilizzo del suolo pubblico, esentandovi dal pagamento del relativo canone. Non solo dal 1° di maggio, come prevede il Decreto del Governo, ma sin dall’inizio del periodo di chiusura, e almeno fino al 31 ottobre, con un evidente sacrificio del bilancio comunale.

Pensiamo alla possibilità di ampliare i dehors esistenti e di crearne di nuovi, compatibilmente con gli spazi disponibili: ogni richiesta verrà valutata caso per caso, in base ai criteri e alle Linee guida che abbiamo incluso nell’Ordinanza pubblicata il 17 maggio.

Per chi non dispone di spazi nelle adiacenze del proprio locale, o nelle vicinanze, andremo nei prossimi giorni a individuare altri spazi – piazze, carreggiate stradali, parchi – da dedicare in via sperimentale alla posa di tavoli e sedie, stabilmente o nelle ore serali, secondo criteri che andremo rapidamente a stabilire.

Credo con ciò sia evidente quanto le vostre attività ci stanno cuore, sia per il loro rilievo economico ed occupazionale, sia per il loro contributo alla vita sociale della nostra città.

Non siamo però oltre l’emergenza Covid, come sapete. La fase sanitaria più critica – terribile per la nostra città – sembra superata, ma il virus ancora circola, e il rischio di nuove fiammate dell’epidemia va assolutamente scongiurato.

Questo dipende dal concorso di tanti soggetti: delle autorità sanitarie, in primo luogo, ma anche dai comportamenti di ogni cittadino, dal rigore con cui verranno rispettate le prescrizioni di sicurezza che abbiamo imparato a conoscere.

Anche voi, ristoratori e baristi, protagonisti dei momenti di relax e di svago dei nostri cittadini, avete un ruolo importante. Il Governo, la Regione Lombardia – nonché la nostra Amministrazione, per quanto riguarda i dehors – hanno fissato delle regole a cui è necessario che vi atteniate con serietà.

Dopo avervi ricordato cosa il Comune sta facendo per voi, consentitemi quindi di richiamare queste regole:

SPAZI INTERNI

I tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di distanza tra i clienti, con l’unica eccezione – per disposizione della Regione – dei casi di accompagnamento di minori di 6 anni o di persone non autosufficienti (su questo sono i clienti ad assumersi la responsabilità di ciò che affermano). Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche (plexiglas) tra i diversi tavoli.

Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, è possibile consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti.

La consumazione al banco è consentita solo se può essere garantita la distanza di 1 metro tra i clienti, salvo che in caso di accompagnamento di minori di 6 anni e di persone non autosufficienti.

PRENOTAZIONE

È consigliabile privilegiare l’accesso tramite prenotazione. Il gestore ha l’obbligo di conservare per 14 giorni nome cognome e numero di telefono di ciascun commensale che abbia effettuato una prenotazione.

DEHORS

All’esterno i tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano almeno 1 metro di distanziamento tra i clienti, salvo – dice l’Ordinanza della Regione – i soli casi di accompagnamento di minori di sei anni o persone non autosufficienti.

Per i clienti che si trovino seduti uno accanto all’altro a tavoli diversi, il distanziamento dovrà essere di 1.5 metri (questa distanza può essere ridotta a 1 metro se viene interposta una barriera fisica, per esempio di plexiglass).

Al fine di consentire il transito pedonale lungo il marciapiede, deve essere garantito uno spazio di passaggio non inferiore a 1,50 metri per tutta la zona di transito in corrispondenza del dehor.

PRENOTAZIONE

Per i servizi di ristorazione all’aperto è sempre obbligatoria la prenotazione (che può essere eventualmente fatta anche “in presenza”). La prenotazione è obbligatoria anche per i bar per le consumazioni prolungate al tavolo tra le 12 e le 14 e dalle 18 alla chiusura.

Il gestore ha l’obbligo di conservare per 14 giorni nome cognome e numero di telefono dei soggetti che hanno prenotato.

LE ALTRE REGOLE

È obbligatorio rilevare la temperatura corporea, impedendo l’ingresso ai clienti che hanno più di 37,5°C;
Bisogna rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale in più punti del locale, e in particolare in prossimità dei servizi igienici (che vanno puliti più volte al giorno);
La consumazione al buffet non è consentita;
Il personale a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere all’igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche prima di ogni servizio;
Va favorito il ricambio d’aria ed escluso, per gli impianti di condizionamento, il riciclo dell’aria;
La postazione della cassa può essere protetta da schermi; il personale deve usare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante; vanno favoriti i pagamenti elettronici, possibilmente al tavolo;
I clienti devono usare la mascherina tutte le volte che non sono seduti al tavolo;
Al termine di ogni servizio al tavolo va fatta la disinfezione delle superfici;
Per olio, aceto, sale, pepe, zucchero, ecc., vanno usate porzioni monouso o contenitori igienizzati ad ogni servizio;
I menù devono essere usa e getta o plastificati e disinfettati dopo ogni uso; oppure scaricabili sui cellulari dei clienti, o riportati su lavagne.
Va fornita un’adeguata informazione sulle misure di protezione, comprensibile anche per i clienti di altre nazionalità.

LE SANZIONI

Vi ricordo infine che la violazione di queste norme, salvo che il fatto costituisca reato, sono punite con una sanzione amministrativa da 400 a 3.000 euro. Nel caso delle attività di impresa si applica anche la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.
So che vi si chiede uno sforzo particolare, in un periodo già difficile, ma ne va della salute dei vostri clienti e dei vostri collaboratori. Confido dunque nella vostra piena collaborazione.

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