BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Bettoni, Aci Bergamo: “Manca personale, 10mila esami di guida arretrati, ecco la mia soluzione”

Il presidente dell’Aci Bergamo ciede di avviare un progetto pilota a Bergamo che preveda la possibilità di poter effettuare esami anche con personale di altri organi (ex Polizia Stradale, Protezione Civile e altri).

Valerio Bettoni, presidente dell’Automobile Club Bergamo, nel sottolineare la gravissima carenza di personale all’Aci di tutta Italia e l’arretrato eccezionale che si è accumulato ancor più in questi mesi di emergenza Coronavirus, con circa 10.000 bergamaschi in attesa di effettuare l’esame pratico di guida, lancia alcune proposte. Una in particolare vedrebbe Bergamo come base di un progetto pilota.

Il documento

Le attività delle Autoscuole hanno risentito ulteriormente in questo periodo delle conseguenze causate dal COVID-19 e dal diffondersi della pandemia. La chiusura prolungata delle attività si è innestata su situazioni pregresse di enorme disagio per gli operatori professionali e conseguentemente per gli utenti finali.

Già prima dello scoppio del Coronavirus molte direzioni territoriali come Milano, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona, Torino, Firenze, Frosinone, Nuoro, Napoli, Palermo ecc. nell’espletamento delle loro funzioni avevano grosse difficoltà. Revisioni, esami di teoria e guida per il conseguimento patente, duplicati patenti, rinnovo CQC e tutte le altre competenze venivamo erogate con enormi ritardi.

Bergamo, una delle province più colpite dal virus, aveva a gennaio 7000 esami di guida arretrati. Da inizio del 2018 e per tutto il 2019 si è passati da un’attesa di 2 mesi a 4-5 circa, per effettuare un esame di guida. Per ottenere la patente bisognava attendere circa 7-8 mesi. Un duplicato patente 6 mesi. Stessa attesa per un appuntamento per la revisione dell’auto e per le immatricolazioni.

Questa drammatica situazione era già stata segnalata più volte anche a livello politico e istituzionale.

Sono intervenuti alcuni deputati come Elena Carnevali, Simona Pergreffi, Daniele Belotti e Alberto Ribolla, che hanno chiesto più volte, attraverso question time (5-02256) e interrogazioni parlamentari, un intervento al Direttore generale del Mit per chiedere soluzioni al fine di sopperire alla cronica mancanza di funzionari la cui età media è di 58 anni

Nell’ultimo anno, Regioni come la Lombardia, hanno perso circa 70 esaminatori per pensionamento e negli ultimi 3 anni la Direzione Territoriale del Nord-Ovest è passata da quasi 1400 dipendenti a 980 nel 2019.

Sempre in Lombardia nel 2019 sono stati effettuati circa 24600 esami che rapportati al numero di esaminatori evidenzia una forte produttività degli stessi con una media di 1600 esami svolti da ciascuno. Questi esami vengono effettuati per il 90% fuori dal normale orario di lavoro (in straordinario) e quindi basato unicamente sulla disponibilità degli esaminatori stessi.

Considerata l’età media di 58 anni e il pericolo di contrarre il virus, molti si rifiuteranno di dare la loro disponibilità nonostante gli incentivi.

Già con una lettera del 3 febbraio 2020, quindi prima che scoppiasse la pandemia, l’Unione Sindacale del Pubblico Impiego denunciava una crescente condizione di rischio e di stress lavorativo per i funzionari esaminatori per le prove di conseguimento della patente, che devono compensare personalmente le carenze del Ministero incapace di adeguarsi alla domanda di questo settore.

I protocolli per la sicurezza, che saranno necessari, renderanno sicuramente più lente le operazioni degli esaminatori con conseguenti e ulteriori ritardi per le autoscuole e per gli utenti finali.

Nella nostra realtà bergamasca, prima dello scoppio della pandemia, si stava attendendo, dopo circa un anno e mezzo, il progressivo aumento del numero degli esami, fissando come obiettivo 2000 esami al mese che avrebbero ridato un po’ di ossigeno allo stato di crisi. A gennaio di quest’ anno gli esami in arretrato erano intorno ai 6500-7000 pratiche. Si stima che a fine aprile ci siano circa 9000/10000 persone in attesa di effettuare l’esame pratico di guida. Per tutto il 2018 e 2019 la media mensile di esami erogati dalla Motorizzazione di Bergamo era di soli 1200-1300 a fronte di un fabbisogno di 2000-2500 richiesti dalle autoscuole.

L’incremento degli esami di guida, per tamponare il cronico deficit di esami, era assicurato prendendo “a prestito” esaminatori dalle altre province di confine e dalla Motorizzazione di Roma per una “full immersion” di una settimana. Purtroppo si è verificato già prima della chiusura per la pandemia che alcune sedute di guida fissate sono state annullate perché gli esaminatori provenienti da altre Regioni e Province si sono rifiutati di venire in trasferta.

Per poter riaprire le autoscuole, hanno bisogno innanzitutto di poter smaltire le domande delle pratiche arretrate. Ci sono migliaia di persone che, per motivi di lavoro, studio, salute ecc. hanno la necessità di conseguire la patente di guida. Questo bisogno è diventato primario a maggior ragione ora che è diminuita la disponibilità dei posti nei mezzi del trasporto pubblico.

Per smaltire il pregresso, i dipendenti della motorizzazione non sono sufficienti.

Visto il numero esiguo di funzionari, sommato all’età media degli stessi e con il blocco del concorso per le nuove assunzioni non si può pensare di far fronte alle richieste. Occorre pensare a soluzioni rapide, anche temporanee, per poter permettere il conseguimento della patente a migliaia di richiedenti.

Oltre ai protocolli di sicurezza per la modalità di esecuzione degli esami, il Ministero deve assolutamente reperire risorse umane. Una soluzione già più volte paventata è quella di attingere alle graduatorie di altri enti (Comuni, Province, Università).

Le 7000 autoscuole presenti in Italia con circa 30000 dipendenti sono disponibili a sostenere le ulteriori spese per la sanificazione di tutti gli ambienti di lavoro e degli autoveicoli previste dai protocolli sanitari, ma non possono rischiare di fallire per le mancate risposte di chi è preposto a far funzionare il settore.

Le pratiche accumulate ad oggi sono tantissime, lavorando a pieno regime potrebbero essere smaltite entro fine anno. Non è accettabile mettere in mobilità il proprio personale, lavorare a singhiozzo, sempre in emergenza, rischiare di chiudere e accollarsi le lamentele della propria clientela solo per l’inefficienza del sistema pubblico.

È incomprensibile che lo Stato perda e faccia perdere milioni di euro a se stesso e ai suoi cittadini. C’è la necessità di prendere provvedimenti urgenti in brevissimo tempo, c’è bisogno di esaminatori professionali e super partes.

Per questo periodo particolare, fino all’innesto di nuove risorse di personale presso le Motorizzazioni, chiediamo di avviare un progetto pilota a Bergamo che preveda la possibilità di poter effettuare esami anche con personale di altri organi (ex Polizia Stradale, Protezione Civile e altri appositamente individuati).

Il rilancio di tutto il settore della mobilità e dell’automobile passa inevitabilmente dalla primissima esigenza: conseguire la patente nella massima sicurezza stradale.

I deputati bergamaschi di Cambiamo! Stefano Benigni e Alessandro Sorte“condividono subito la proposta di Valerio Bettoni: “Le autoscuole italiane, con i loro 30000 dipendenti, non possono essere lasciate fallire. Questo settore ha risentito pesantemente della pandemia, con nuove criticità che si sono sovrapposte a problemi di più lunga data, a cominciare dai ritardi negli esami per la patente causati dalla cronica mancanza di personale. Il rilancio del settore dell’automotive passa anche dalla possibilità di conseguire la patente di guida. In attesa che il Ministero inserisca nel sistema nuove risorse umane, obiettivo che abbiamo già indicato con una interrogazione all’allora ministro Toninelli e per il quale continuaremo a batterci, non possiamo che condividere la proposta del Presidente dell’Automobile Club Bergamo Valerio Bettoni affinché proprio a Bergamo venga avviato un progetto pilota per far sì che anche il personale di altri organi, come ex agenti della Polizia Stradale o della Protezione Civile, possano svolgere le funzioni di esaminatori”.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.