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“Il suono del becco del picchio”, riapre al pubblico la mostra di Antonio Rovaldi

L’esposizione, inaugurata lo scorso 13 febbraio all’Ala Vitali dell’Accademia Carrara e chiusa poco dopo a causa del lockdown, sarà accessibile dal 22 maggio al 26 luglio

La GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo annuncia che da venerdì 22 maggio sarà possibile tornare a visitare “Il suono del becco del picchio“, mostra di Antonio Rovaldi inaugurata lo scorso 13 febbraio all’Ala Vitali dell’Accademia Carrara e chiusa poco dopo a causa del lockdown.

“Un piccolo ma importante segnale di rinascita, per noi e per tutta la comunità cittadina, che la nostra istituzione museale ha cercato, con i suoi strumenti, di sostenere in questi mesi così difficili” – dichiara il direttore della GAMeC, Lorenzo Giusti.

Durante le settimane di chiusura dei musei, infatti, la programmazione della GAMeC non ha subito una battuta d’arresto, ma ha anzi percorso strade inedite attraverso lo sviluppo di format digitali innovativi.

Anche il progetto “Il suono del becco del picchio” si è arricchito di nuovi contributi volti a dare voce ai contenuti della mostra e ad accompagnare il pubblico – in un momento in cui la fruizione diretta non era possibile – verso nuove possibili geografie che non implicassero uno sforzo fisico, bensì esclusivamente uno spostamento immaginifico del pensiero.

Sono nati così Art Room, una serie di laboratori online per bambini dedicati alla mostra, e Il giro del giorno, un “quaderno personale” di Antonio Rovaldi che annovera contributi di artisti, scrittori, fotografi, paesaggisti, botanici e giornalisti che raccontano – attraverso immagini, testi e suoni – la visione di una geografia elastica e privata, esplorando il concetto di margine inteso non solo come limite fisico ma anche come spazio mentale, soglia reale e immaginaria da varcare o confine geografico da mappare.

Nel corso delle prime settimane del progetto, numerose sono state le voci che hanno dialogato con l’artista nei 19 capitoli attualmente disponibili sul sito della GAMeC: Francesca Benedetto, Francesca Berardi, Alessandro Biggio, Andrea Camuffo, Ivan Carozzi, Anna de Manincor, Paola De Pietri, Ettore Favini, Stefano Graziani, Massimo Grimaldi, Alice Guareschi, Steven Handel, Michael Höpfner, Leonardo Merlini, Farid Rahimi, Alessandro Sciarroni, Alessandra Spranzi, Pier Luigi Tazzi.

I capitoli del quaderno sono nati dall’esigenza di trasformare l’esperienza di Rovaldi a New York narrata nella mostra in un modello di indagine per analizzare i confini, promuovendo una nuova consapevolezza degli spazi periferici come “luoghi di scrittura del domani”.

Dopo mesi di immobilità forzata, la riapertura di un progetto espositivo che elogia il cammino e l’attraversamento fisico degli spazi trasmette un messaggio vitale, un augurio di rinascita e un invito alla comunità di tornare a scoprire la città di Bergamo e i suoi musei.

La mostra resterà in visione fino al prossimo 26 luglio.

Durante le ultime due settimane di maggio, l’Accademia Carrara e la mostra di Antonio Rovaldi saranno visitabili durante il fine settimana: il venerdì dalle 15:00 alle 22:00; sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:00. Lunedì 1 giugno il museo resterà aperto dalle 15 alle 19; martedì 2 giugno dalle 10 alle 19.

Gli orari di apertura dei giorni successivi sono in via di definizione.

L’accesso al museo potrà avvenire tramite prenotazione e attraverso l’acquisto online dei biglietti (www.ticketlandia.it).

L’ingresso ai gruppi sarà consentito a partire dal mese di giugno.

Tutte le informazioni relative ai dispositivi igienico sanitari, alle misure di sicurezza e alle modalità di accesso al museo sono disponibili sul sito lacarrara.it

La mostra

Il suono del becco del picchio” costituisce il secondo capitolo del progetto End. Words from the Margins, New York City, con cui l’artista ha vinto la quinta edizione dell’Italian Council, il programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

L’iniziativa è promossa dalla GAMeC in partnership con l’Università di Harvard (Graduate School of Design), il Kunstmuseum di San Gallo e Magazzino Italian Art di Cold Spring (NY), la mostra racconta New York, la metropoli più iconica al mondo, dal punto di vista dei suoi margini.

L’artista ha camminato nei cinque quartieri che disegnano la città (Manhattan, Brooklyn, Queens, The Bronx, Staten Island) esplorandone i confini più estremi.

L’esposizione è a cura di Lorenzo Giusti, direttore della GAMeC, insieme a Steven Handel, visiting professor di Ecologia alla Graduate School of Design di Harvard e Francesca Benedetto, design critic, la mostra – così come l’intero progetto – costituisce un elogio del cammino, dell’attraversamento fisico degli spazi più marginali, e si fonda sull’idea che proprio da questi confini – non solo geografici, ma anche politici e antropologici –, possa svilupparsi una rinascita consapevole della società.

Nella sua ricerca, Rovaldi ha affrontato temi come il verde nelle periferie in relazione all’espansione urbanistica, i detriti urbani, il legame tra fotografia e produzione letteraria, e ancora la fotografia come romanzo visivo che si costruisce intorno alla città.

Da questa esperienza è nata una serie di immagini in grado di presentare una New York periferica e meno conosciuta, con le sue vaste lagune in prossimità dell’oceano, svincoli autostradali, zone incolte e non facilmente accessibili.

Oltre alle cinquanta fotografie in bianco e nero in stampa analogica che occupano le pareti dello spazio espositivo, la mostra presenta alcune mappe geografiche realizzate dall’architetto paesaggista Francesca Benedetto che mostrano le trasformazioni urbanistiche, geografiche e meteorologiche della città, accanto a un’installazione sonora e a due sculture in bronzo realizzate appositamente per la mostra.

Accompagna la mostra un’approfondita pubblicazione dal titolo “The Sound of the Woodpecker Bill: New York City” (Humboldt Books) che costituisce il fulcro del progetto e include, oltre al testo di Antonio Rovaldi, le mappe realizzate da Francesca Benedetto e contributi di Francesca Berardi, Cecilia Canziani, Anna de Manincor, Claudia Durastanti, Lorenzo Giusti, Steven Handel e Mario Maffi.

Gli orari d’apertura sono:

Venerdì 22 e 29 maggio dalle 15 alle 22
Sabato 23 e 30 maggio: dalle 10 alle 19
Domenica 24 e 31 maggio: dalle 10 alle 19
Lunedì 1 giugno dalle 15 alle 19
Martedì 2 giugno: dalle 10 alle 19

Ultimo ingresso: 45 minuti prima della chiusura.
L’ingresso ai gruppi sarà consentito a partire dal mese di giugno.

Gli orari di apertura delle settimane successive saranno comunicati prossimamente.

L’accesso al museo potrà avvenire tramite prenotazione e attraverso l’acquisto online dei biglietti (www.ticketlandia.it).
L’accesso alla mostra di Antonio Rovaldi è incluso nel prezzo del biglietto.
L’ingresso ai gruppi sarà consentito a partire dal mese di giugno.

Tutte le informazioni relative ai dispositivi igienico sanitari, alle misure di sicurezza e alle modalità di accesso al museo sono disponibili sul sito lacarrara.it

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