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Cassa integrazione, ad aprile 28 milioni di ore: “Peggio degli anni più neri della crisi”

L'analisi di Orazio Amboni dell'Ufficio studi della Cgil di Bergamo: "I 5,9 milioni di ore dell’aprile 2013 sono più di un quarto inferiori al livello raggiunto ora".

“Una cifra enorme, inimmaginabile, indicativa della profonda ferita inferta dalla pandemia al mondo del lavoro e delle attività produttive bergamasche e nazionali”.

Orazio Amboni, dell’ufficio studi della Cgil di Bergamo, commenta così l’impressionante dato delle ore di cassa integrazione autorizzate in provincia di Bergamo dall’Inps nel mese di aprile, ben 28.137.129.

“Di fronte a queste cifre – spiega – non ha alcun senso confrontare percentuali perché siamo nell’ordine di oltre il 15mila% in più rispetto ad aprile 2019.

Nemmeno gli anni più neri della crisi iniziata nel 2009 si è toccato un picco così elevato: i 5,9 milioni di ore dell’aprile 2013 sono più di un quarto inferiori al livello raggiunto ora.

Nel guardare i lunghi elenchi delle aziende che avevano richiesto alla Prefettura l’autorizzazione a non sospendere l’attività produttiva tra marzo e aprile, certo non ci si aspettava un esito così pesante. E le sorprese non sono terminate perché nei dati di aprile non risulta ancora visibile l’enorme richiesta di cassa in deroga, a causa dei noti ritardi regionali.

Il 97% delle ore autorizzate è infatti per la cassa ordinaria (CIGO, con la causale ‘Emergenza sanitaria COVID-19’, all’incirca la stessa percentuale del livello nazionale cioè il 98%) mentre la CIGS, con le pur elevate 514.312 ore autorizzate (1,8% del totale) è sopra la media dei mesi precedenti, ma in termini contenuti. Le ore autorizzate per la cassa in deroga sono solo 256.637, molto lontane dai 3,5 milioni già decretate da Regione Lombardia a fine aprile.

Riguardo i settori produttivi, l’industria, con 23.776.367 ore autorizzate utilizza l’84,5% del totale, il settore delle costruzioni il 14,6% con 4.108.181 ore; infine il commercio con sole 248.015 ore perché la maggior parte delle aziende (piccole e piccolissime) ha utilizzato la cassa in deroga che ancora non appare in questo report mensile.

Che la situazione cambi, dipende ora dagli effetti che potranno avere le norme del Decreto ‘Rilancio’, da un lato sulle aziende e dall’altro sul sostegno alle famiglie che, con la loro spesa, potranno essere un fattore di ripresa e non di mero ‘assistenzialismo’ come viene un po’ scorrettamente affermato”.

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