Coronavirus

App di tracciamento? Se solo il 5% la installasse si salverebbero molte vite

Andrea Lombardi nel suo canale "C'è di peggio" intervista Francesco Carucci, un ingegnere di Google sui sistemi di tracciamento e in particolare del contact tracing, come nel caso dell'App Immuni. Siccome possono salvare vite e sono state oggetto di demonizzazione è importante spiegare che in realtà sono sicure e non mettono a rischio i nostri dati e privacy

Andrea Lombardi si occupa di comunicazione e sul suo canale “Andrea Lombardi – C’è di Peggio” – che è progetto di divulgazione tecnologica e di attualità – intervista Francesco Carucci, un ingegnere del software italiano che vive a San Jose in California: ex dipendente Apple, ora lavora per Google.

Lombardi e Carucci spiegano come funzionano le App di tracciamento come l’italiana Immuni e perché salvano vite. Il contact tracing può salvare migliaia di vite umane e farci risparmiare soldi, senza alcun rischio per la nostra Privacy.

“Preoccuparsi per la propria Privacy e per la sicurezza dei nostri dati è sempre importante, ma in questo caso ogni timore è completamente ingiustificato – spiega Andrea Lombardi -. In queste settimane molti divulgatori scientifici e tecnologici hanno mosso critiche e sottolineato i possibili problemi di sicurezza e di Privacy delle App di tracciamento come Immuni. Purtroppo lo hanno fatto spesso senza capire a fondo i motivi tecnici grazie ai quali i rischi per la Privacy semplicemente non esistono: i sistemi operativi hanno a cuore i nostri dati molto più dei nostri governi. E di fronte ai sistemi operativi, i governi non hanno alcun potere”.

“Ne è una prova l’epilogo della App di tracciamento francese, che il governo avrebbe voluto invasiva ma che non ha trovato riscontro grazie al secco no di Apple e Google – prosegue Lombardi -. Con questo video io e Francesco Carucci vogliamo portare un po’ di verità lì dove è stata portata avanti una campagna di fango nei confronti dei sistemi di tracciamento e del contact tracing, come nel caso dell’App Immuni. Siccome possono salvare vite e sono state oggetto di una demonizzazione trovo importante spiegare che in realtà sono molto sicure e non mettono a rischio i nostri dati e la privacy. Si stima che anche se solo il 5% la installasse si salverebbero molte vite”.

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