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Martella: “Questo periodo eccezionale ha mostrato l’importanza dell’informazione seria, locale, online”

L’esponente del Governo e l’impegno per un’informazione di qualità, contro le fake news. Per la prima volta sostegni anche per testate digitali

Sono molti coloro che hanno aspettative alte per il dopo pandemia, quando il Coronavirus sarà debellato o comunque sotto controllo. Tra questi c’è anche il mondo dell’editoria e dell’informazione. Per questo motivo abbiamo intervistato Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria.

andrea martella

Durante l’emergenza Coronavirus le testate on line hanno svolto un ruolo importante di informazione immediata, costante e verificata. Un compito difficile, come lo giudica dal suo punto di vista?

Penso che tutta la stampa abbia dato una grandissima prova in questa emergenza dimostrando quanto sia importante per i cittadini. Sicuramente le testate on line come la vostra, per i profili di immediatezza e di tempestività, hanno visto accrescere la propria attratività nei confronti dei lettori. E questo ritengo sia una spinta per gli stessi prodotti editoriali e per chi ci lavora. Mi rendo conto che avete lavorato in una condizione difficilissima, raccontando una realtà difficilissima – in particolare nella vostra città – e lo avete fatto con serietà e competenza aiutando i cittadini ad avere atteggiamenti corretti e aiutando i cittadini a rispettare quelle regole che era necessario rispettate per poter affrontare la fase più dura. Il mio giudizio è anche più che positivo. Questo intervento anche alle testate on line che hanno avuto un boom di accessi, deriva anche da una considerazione importante di quanto avete fatto.

Quali sono le novità di questo decreto e in particolare quali sono le misure previste per l’editoria on line?

Abbiamo previsto nel decreto Rilancio un pacchetto di misure a sostegno di tutta la filiera editoriale, misure che riguardano il credito d’imposta pubblicità per la carta e per la prima volta un credito di imposta per le testate on line che abbiano almeno un dipendente a tempo indeterminato. Per queste testate abbiamo previsto un bonus fiscale pari del 30% delle spese per i servizi di hosting, server, banda larga. Mi sembra una misura innovativa che interpreta le esigenze di evoluzione tecnologica del settore, che punta ad accompagnare un processo di modernizzazione che si rende anche più necessario in un momento come questo per tante testate come la vostra che hanno fatto un grandissimo lavoro, ma che si sono trovate a lavorare in condizioni assolutamente diverse dovute all’emergenza Coronavirus.

Non è tempo di riconoscere contratti adeguati ai giornalisti delle redazioni on line ed agevolazioni a queste testate che hanno dimostrato il loro valore e la loro efficacia?

La materia contrattuale è una materia che riguarda l’autonomia delle parti. Non c’è dubbio che io penso e che il governo ritenga che sia molto importante tutelare il lavoro giornalistico dandogli dignità e una giusta remunerazione. Abbiamo ricostituito la commissione sull’equo compenso proprio per arrivare in tempi rapidi ad un punto di caduta per riconoscere ai giornalisti una giusta retribuzione. Sono stati fatti passi importanti anche in questo periodo, se non ci fosse stata l’emergenza, probabilmente avremmo potuto chiudere positivamente questa trattativa. Mi auguro si possa chiudere nei prossimi giorni e che ci sia lo sforzo da tutte le parti per raggiungere  un accordo, perché – come penso – la libertà di informazione si poggia sul lavoro dei giornalisti e i giornalisti per poter fare meglio il proprio lavoro devono essere in condizioni di farlo perché pagati e pagati degnamente.

Lo smart working ha rivelato purtroppo un’Italia a due velocità: chi aveva la fibra ottica e chi vivendo in realtà isolate è stato escluso. Non solamente dall’informazione, ma anche dalla formazione: basti pensare alle scuole. Ci sono interventi e risorse per adeguare e livellare questa disparità?

Questa è una grande sfida che riguarda il futuro del nostro Paese. Dall’otto marzo scorso di fatto siamo entrati in una modalità online, di smart working, di lezioni live dall’università alle elementari, dalle conference call alle video chiamate con gli affetti più cari. Tutto è avvenuto in rete. Questo ha dimostrato quanto è importante la rete, ma anche gli effetti collaterali di cui bisogna tener conto, penso  ad esempio a chi non ha supporti, hai limiti dell’alfabetizzazione digitale per alcune fasce importanti di popolazione,  e come tutto questo possa essere ancora discriminatorio e quindi accentuare differenze territoriali e tra ceti sociali. È una grande sfida e bisogna fare molto. Anche per questo abbiamo messo in campo azioni per circa 75 milioni di euro per le scuole e per chi è in difficoltà e ora si stanno rafforzando gli investimenti sulla rete per poter garantire l’accessibilità a tutti. È una nuova frontiera di inclusione e di cittadinanza su cui bisogna lavorare molto seriamente.

È nota la sua battaglia alle fake news, che cosa si deve e si può fare per arrestare questo fenomeno?

Durante questa epidemia abbiamo avuto modo di apprezzare quanto sia importante un’informazione professionale in grado di aiutare ad essere pienamente consapevoli i cittadini. Le fake news sono sempre pericolose, lo sono in tempi normali e lo sono ancora di più in tempo di epidemia quando è prevalente l’aspetto della salute dei cittadini. È per questo che abbiamo voluto  istituire questa unità di monitoraggio che ha come obiettivo di studiare e analizzare questo fenomeno, di stimolare un approfondimento per tentare arrivare alla promozione di buone pratiche ad un livello di auto-regolamentazione anche delle piattaforme. Ovviamente questa commissione non discute la libertà e la libertà delle opinioni, ma cerca di studiare quel fenomeno che potrebbe provocare un danno ai cittadini in casi come questo di pandemia.

L’editoria si trova di fronte a un bivio dopo questa esperienza del Covid 19?

Tutta la società italiana si trova di fronte a uno di quei passaggi della storia che ci dicono che la nostra vita è già cambiata. Per quanto riguarda l’editoria la crisi del settore viene da lontana, l’emergenza sanitaria è l’ultimo miglio di questa crisi. Con la legge di bilancio abbiamo messo in sicurezza la filiera e posto le basi anche per delle misure che riguardano il futuro.

Come?

Penso per esempio ai 20 milioni che abbiamo messo per la promozione della lettura dei giornali nella scuola. Ora c’è questo nuovo pacchetto di rilancio e per la prima volta c’è un riconoscimento alle testate on line, un riconoscimento importante che indica una frontiera e che indica una prospettiva anche per il futuro. Certo l’orizzonte resta quello di una grande riforma che abbiamo chiamato editoria 5.0  a cui stiamo lavorando per dare a questo settore dopo 40 anni una nuova legge e un quadro di sostegno e di certezze.

Noi lo sappiamo, ma a suo parere perché va valorizzata l’informazione locale digitale?

Perché bisogna indicare un perimetro chiaro di certezze e  una prospettiva sulla quale si possa lavorare. Del resto da questa situazione di crisi che stiamo vivendo è emerso quanto sia importante l’informazione, quanto una rinnovata attenzione dei cittadini ci sia stata verso la carta stampata e verso testate online. Voi avete raccontato una situazione veramente difficilissima in particolare. Penso che da questa attenzione dei cittadini, noi dobbiamo trarre forza ed energia per fare in modo che quella dell’informazione di una società libera e informata sia una delle sfide che guarda al futuro. Mi impegnerò perché questo settore possa avere un suo rilancio nei prossimi mesi.

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