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Firmata l’ordinanza in Lombardia: non aprono ancora piscine e palestre

Nuove aperture, domenica sera il presidente Fontana ha firmato l’ordinanza (valida da oggi, lunedì 18 e fino al 31 maggio) valida per la regione Lombardia ma con regole più severe rispetto ad altre regioni.

Nuove aperture, domenica sera il presidente Fontana ha firmato l’ordinanza (valida da oggi, lunedì 18 e fino al 31 maggio) valida per la regione Lombardia ma con regole più severe rispetto ad altre regioni. No a palestre e piscine.

Riaperture

Da oggi possono riaprire i musei, i ristoranti, i bar, i parrucchieri, le estetiste e molte altre attività commerciali, negozi compresi. Anche le chiese riaprono alle funzioni religiose anche se con non più di 200 fedeli, che devono stare distanti uno dall’altro almeno un metro e mezzo. Slitta invece la possibilità di andare in piscina e in palestra: lo si potrà fare solo da inizio giugno.

Ristoranti e Hotel

Per i ristoranti c’è l’obbligo, all’ingresso, di misurare la febbre a tutti clienti con un termoscanner. I clienti devono indossare la mascherina quando vanno alla cassa (cade l’obbligo di installare protezioni) e quando vanno al bagno, non mentre stanno a tavola. La distanza tra un tavolo all’altro sarà di un metro. Nel locale non si potrà avere accesa l’aria condizionata. Il ristoratore dovrà conservare per 14 giorni l’elenco delle prenotazioni (consigliate) per permettere il rintracciamento in caso di contagio. Va messo a disposizione dei clienti il gel igienizzante e al termine di ogni servizio si dovrà sanificare il tavolo. Tutto il personale dovrà lavorare con una protezione sul volto. Distanza, mascherine e tanta igiene anche per gli hotel e le strutture ricettive in generale.

Mascherine

Vanno indossate obbligatoriamente anche all’aperto. L’ordinanza, quindi, conferma la misura già in vigore. Naso e bocca possono essere protetti anche da altri indumenti. Resta in vigore anche l’obbligo per i datori di lavoro di misurare la febbre a loro stessi e ai dipendenti.

Negozi

Vanno evitati assembramenti all’interno e tra un cliente e l’altro deve sempre esserci un metro di distanza. Per quanto riguarda i negozi di abbigliamento, è caduta la misura dell’igienizzazione dei capi provati dai clienti. I titolari dovranno, però, mettere a disposizione della clientela dei guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere la merce, toccandola. Anche qui ci sarà il gel igienizzate affinché i commessi, dopo ciascun servizio si lavino le mani. Il cliente deve sempre indossare la mascherina, così come il personale. Anche nei negozi va spenta l’aria condizionata.

Parrucchieri ed estetisti

I clienti potranno accedere ai saloni di bellezza, a quelli di parrucchieri e barbieri solo su prenotazione. I titolari dovranno mantenere l’elenco delle prenotazioni per 14 giorni per poter rintracciare chi è venuto a contatto con una persona infetta. Si dovranno riorganizzare gli spazi in modo che tra una postazione di lavoro e l’altra ci sia un metro di distanza così come tra una persona e l’altra. Il numero di clienti che potrà stazionare in contemporanea dipende dall’ampiezza dei locale. Gli estetisti, per le prestazioni ravvicinate dovranno indossare una mascherina Fp2 senza valvola, una visiera protettiva, guanti e camice monouso. L’operatore deve lavarsi frequentemente le mani e disinfettare superfici e attrezzature ad ogni cambio di cliente. Nei centri estetici sono vietati saune, bagno turco e vasche idromassaggio.

Alta la guardia

“La Lombardia – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commentando l’ordinanza regionale che è alla sua firma – ha aperto tutte le attività possibili con regole più severe rispetto ad altre regioni. In un quadro di equilibrio fra necessità della vita economica e tutela della salute pubblica”.

“Manteniamo alta la guardia. Alla fine di questa settimana sperimentale – ha spiegato – valuteremo con i nostri tecnici i risultati raggiunti insieme. Anche in questa delicata fase di ripresa economica è indispensabile mantenere tutti quei comportamenti virtuosi che ci hanno consentito di far tornare nella media nazionale gli indici di diffusione del contagio, pur avendo dovuto affrontare uno tsunami”.

Qui l’ordinanza della Regione

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