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“Caro Scarfone, fermi la crescita dei voli dall’aeroporto di Orio”

Una lettera aperta del gruppo politico "Ambiente, Partecipazione, Futuro" al neo consigliere di amministrazione della Sacbo, Gianni Scarfone, sullo sviluppo dell'aeroporto e sul collegamento ferroviario tra lo scalo e la città.

Claudio Armati, presidente Ambiente, partecipazione e futuro e Roberto Cremaschi, consigliere comunale APF, scrivono una lettera aperta a Gianni Scarfone, neo consigliere d’amministrazione della Sacbo, la società che gestisce l’aeroporto “Il Caravaggio” di Orio al Serio.

In occasione della sua nomina a consigliere d’amministrazione di SACBO, le porgiamo i nostri migliori complimenti per il riconoscimento che le è stato attribuito nel salto dal trasporto locale, che lei rappresenta da decenni, a quello aereo, in cui confidiamo che porti la sua esperienza.
Ci consenta di sottoporle due temi, nella sua nuova e pluriforme veste.

Il primo tema non può che essere lo “sviluppo” dell’aeroporto.
Nel dibattito in Consiglio comunale di Bergamo sul Piano di rischio aeroportuale, il nostro consigliere Roberto Cremaschi aveva ricordato che “sia questo Piano, che quello relativo allo sviluppo aeroportuale, si basano su dati largamente “datati”: il 2011 nel caso del PRA e il 2003 per il secondo, con previsioni al 2030, e sul quale è in corso il procedimento di VIA. Sappiamo tutti che la crescita dell’aeroporto ha sfondato negli ultimi anni ogni previsione, come i giornali locali segnalano trionfalmente di tanto in tanto, per cui ragionare su dati vecchi di anni ha poco senso. Stiamo parlando, per capirci, di 71.514 movimenti nel 2011 e di 89.533 nel 2018, con una crescita di oltre il 25%”. Dati che hanno largamente superato le previsioni contenute nel nuovo PSA al 2030.

Inoltre: “Abbiamo parlato dei vincoli che giustamente la presenza dell’aeroporto pone al territorio. Vorrei che parlassimo anche dei vincoli che la presenza del territorio pone all’aeroporto. Condividiamo tutti il grande valore economico e di volano per l’occupazione e il turismo che ha l’aeroporto. Ma sviluppo dell’azienda SACBO e crescita numerica dell’aeroporto non sono due termini che possono coincidere. Per questo non scalda il cuore leggere i propositi del nuovo presidente SACBO Giovanni Sanga, dai giornali indicato come il candidato voluto dalle istituzioni, quindi da Comune e Provincia. Infrastrutture, ampliamento, investimenti di decine di milioni, salto di qualità… Sanga parla dell’aeroporto come una realtà “che spesso sento definire come un problema: io credo semmai sia una risorsa e un’opportunità da valorizzare, ma bisogna sempre prestare la giusta e massima attenzione al territorio”: che si traduce in “opere di mitigazione ambientale e di compensazione per milioni di euro”. E della crescita dello scalo “dobbiamo ragionare tenendo conto appunto della valorizzazione dell’azienda da un lato e della compatibilità con il territorio dall’altro”.
Da chi deve rappresentare l’interesse pubblico in SACBO – e quindi oggi direttamente lei – ci aspettiamo una prospettiva diversa: fondata sulla convinzione che l’aeroporto di Orio non può più crescere e l’auspicato sviluppo di SACBO deve pertanto avvenire su altri fronti. Non bastano i doppi vetri: occorre che si fermi la crescita dei voli. E che si torni, anche spinti dalla situazione creata alla pandemia, a livelli di reale compatibilità con il territorio.
Da Sanga non abbiamo avuto alcuna risposta. Ci auguriamo di averle da lei.

Un secondo tema riguarda più da vicino la sua specifica competenza e cioè il collegamento tra la città e l’aeroporto.
Si parla con crescente entusiasmo del prolungamento della linea ferroviaria da Bergamo fino all’aeroporto, per connetterlo agli altri aeroporti. Bene, noi pensiamo che il colossale investimento previsto sia del tutto inutile e sproporzionato. (Anche prima di mettere in campo alcune domande “logistiche”: dove si trova lo spazio per il tracciato dei binari e soprattutto per l’attestamento dei treni? Quale studio è stato fatto su chi utilizzerà il treno? Quali sono i flussi di provenienza dell’utenza e i mezzi con cui si muove? Eccetera.)

Tra Bergamo e l’aeroporto un servizio di trasporto locale integrato (su gomma, magari su tracciato dedicato, oppure il prolungamento di una linea della TEB) sarebbe infinitamente meno costoso, di rapida realizzazione e soprattutto di esauriente soddisfazione delle esigenze dell’utenza, che dopo diverse ore di viaggio non avrebbero problemi a sopportare un trasferimento alla stazione di Bergamo su un treno che li conduca a Milano (o a Brescia, o a Lecco, visto che non tutti vanno necessariamente in un altro aeroporto).

L’aeroporto di Orio fa viaggiare anche le merci, non solo le persone (è il terzo scalo italiano per quantità di merci trasportate): in questa prospettiva la sua esperienza acquisita in TEB potrebbe essere molto importante, anche per spingere verso il raccordo TEB-FS. E far viaggiare merci e persone su una rete connessa.
Pensiamo che la città, che lei rappresenta nel CdA SACBO, abbia tra le sue immediate priorità il miglioramento (da decenni annunciato) del collegamento con Milano e soprattutto del tracciato Seriate-Ponte San Pietro, fecondo di rapidi miglioramenti del traffico di attraversamento, visti i poli attrattivi che collega. E la recente fase emergenziale ci convince ancora di più sull’urgente necessità di ridurre il traffico automobilistico in città e nella fascia intorno.
A nostro giudizio, di questo dovrebbe occuparsi nel suo nuovo ruolo. Altrimenti, perché sovraccaricarla di ulteriore lavoro?
Cordialmente,
Claudio Armati, presidente APF
Roberto Cremaschi, consigliere comunale APF

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