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Noi del nido bilingue chiudiamo l’anno e speriamo di riaprirlo a settembre foto

Francesca, titolare e coordinatrice Asilo nido bilingue C'era una Volta di Brembate ci racconta la straordinaria situazione che lei e con lei tutto il mondo che gira attorno al nido sta vivendo

Francesca, titolare e coordinatrice Asilo nido bilingue C’era una Volta di Brembate ci racconta la straordinaria situazione che lei e con lei tutto il mondo che gira attorno al nido sta vivendo.

Mi trovo a dover chiudere l’anno scolastico in un modo in cui non avrei mai pensato.

Dal 21 febbraio non vediamo i nostri bimbi. Le mamme mi raccontano di bimbi tristi, arrabbiati, con crisi di ansia quando escono dalla porta di casa e forti regressioni da parte di alcuni.

È impossibile che non ci sia una modalità per aiutare questa categoria così fragile ma così importante. Insieme a tutte le titolari di asili nido privati Spero con tutto il cuore che qualcuno ascolti le parole di Educhiamo, Assonidi e tutti quei comitati di genitori, famiglie e Nidi che si stanno battendo per i più piccoli!

Spero di arrivare a settembre e spero di arrivarci potendo offrire lo stesso servizio che offro da gennaio 2017, con la stessa qualità, con la stessa equipe pedagogica. Non è semplice, i costi sono rimasti molto alti e gli aiuti concreti stentano ad arrivare. Ho fortunatamente avuto il 90 % delle famiglie che a marzo e aprile hanno contribuito pagando rette scontate al 30/40% ma da maggio ho deciso a livello personale, dopo essere stata accusata dall’ufficio legale Codacons di arricchimento ingiustificato (mi piacerebbe far vedere i conti correnti e la proiezione finanziaria da qui in avanti azzerando le entrate), mettendomi nei panni delle famiglie in forte difficoltà economica e andando contro alla situazione finanziaria della mia azienda che in qualche modo dovrà arrivare a settembre, di annullare qualsiasi tipo di pagamento aggrappandomi solo a contributi del tutto volontari.

L’équipe sta pensando a ipotesi di soluzioni estive per poter sostenere e aiutare le famiglie ma soprattutto per poter dare la possibilità ai bimbi di socializzare e stare a contatto con i loro coetanei ovviamente seguendo quelle che saranno le direttive di sicurezza sanitaria.

Abbiamo in questi mesi creato un portale YouTube dove costantemente vengono caricati video di letture, canzoni attività anche se non ci piace immaginare un piccolino davanti alla schermo, preferiamo che salti nelle pozzanghere… ma l’abbiamo fatto per stare un pochino più vicino a loro, per farci ricordare e per stargli indirettamente un po’ più vicino anche se, a volte purtroppo, il rivederci attraverso lo schermo suscita malinconia e quindi cattivo umore.

I video che alcuni ci mandano riempiono il cuore e ci danno la forza per lottare e correre dritti verso il nuovo anno scolastico.

È una situazione drammatica per tutti e ciò che si può fare ora è continuare ad agire in sicurezza e sperare che qualcosa nel campo infanzia 0-6 si muova. Abbiamo bisogno di risposte e sostegno concreti: noi ma soprattutto quelle piccole creature che sono rinchiuse da febbraio.

 

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