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“Far ripartire la contrattazione sociale contro l’impoverimento del welfare” - BergamoNews
I pensionati cisl

“Far ripartire la contrattazione sociale contro l’impoverimento del welfare”

Fnp Cisl chiede di riprendere i contatti con i comuni della provincia. Il segretario Roberto Corona: “Negli ultimi anni, mosse risorse per centinaia di migliaia di euro”

Oltre al danno sanitario, l’epidemia che ha colpito il territorio bergamasco ha bloccato tanti aspetti della vita e delle attività economiche e sociali. Tra queste, la contrattazione sociale che i sindacati dei pensionati affrontavano periodicamente con i comuni e che hanno garantito, negli anni, privilegi e vantaggi per le fasce più fragili della popolazione della provincia.

“Un intervento che oggi appare più che mai indispensabile – dice Roberto Corona, segretario Fnp di Bergamo –, per cercare di lenire le sofferenze, sociali e economiche che l’epidemia si sta lasciando dietro. Nonostante gli interventi legislativi, infatti, il welfare territoriale si è impoverito, e solo l’intervento che i comuni possono attuare può invertire la tendenza”.

Il lavoro di Fnp Cisl (insieme ai colleghi di Spi e Uilp, e con le confederazioni di Cgil, Cisl e Uil) ha portato a accordi spesso innovativi nella gestione del “socio assistenziale” nei comuni. L’azione di contrattazione del sindacato sul territorio provinciale, negli ultimi anni, ha mosso risorse complessive per qualche centinaia di migliaia di euro, se si pensa ai mancati aumenti delle addizionali Comunali, all’introduzione dell’Isee per la determinazione di sostegni o assegnazione di posti (in asili nido o in strutture protette), all’introduzione di nuovi servizi e all’attivazione di reti di volontariato.

“Vista la proroga dell’approvazione dei bilanci consuntivi 2019 e dei preventivi 2020 al 31 maggio, Fnp Cisl intende far ripartire il dialogo con le Amministrazioni Comunali della provincia sulla contrattazione sociale. Purtroppo – continua il segretario Fnp -, il Covid-19 ha di fatto bloccato il percorso, ma l’emergenza ci impone di agire e insieme dare risposte concrete alle persone. Siamo a conoscenza delle difficoltà dei comuni a predisporre sostegni a chi ha bisogno, ma il senso di responsabilità ci impone di trovare insieme scelte che sviluppino solidarietà e condivisione tra e con le persone”.

In un anno, il tour dei sindacalisti ha toccato almeno la metà dei comuni della provincia, e con alcune decine di essi è stato realizzato un protocollo per interventi in campo sociale: dall’utilizzo dell’Isee nella compilazione delle liste per determinati servizi, all’attivazione di nuovi progetti, come il segretariato sociale, la consegna di pasti a domicilio o di trasporto sociale; il contrasto alla ludopatia e il sostegno del servizio badanti.

“Con alcune amministrazioni –ricorda Corona – abbiamo anche trovato nelle pieghe dei bilanci somme utili per stanziare contributi economici a famiglie in particolare stato di necessità, ma, soprattutto, oltre al presidio di alcuni ambiti più tradizionali, il sindacato non rinuncia a misurarsi con i nuovi bisogni emergenti, cogliendoli prima che il welfare di livello nazionale riesca a strutturarsi per organizzare interventi e servizi”.

È il caso dell’infermiere di quartiere, nato proprio su un’idea di Fnp Cisl e ora presente in diversi centri, come del portierato condiviso, di alcuni progetti di co-housing o del maggiordomo di quartiere.

“Il Covid-19 ha colpito, colpisce e colpirà ancora per parecchio tempo, soprattutto i più deboli, ed è per questo che dobbiamo rimboccarci le maniche ed agire con chiarezza. Vogliamo chiedere alle amministrazioni comunali di sottoscrivere con l’Agenzia delle Entrate il protocollo per il recupero del 100% delle tasse non pagate attraverso il patto antievasione – conclude Corona -. Vogliamo discutere con le amministrazioni comunali come superare l’isolamento dei giovani, dei bambini, degli anziani soli e delle persone disabili; vogliamo confrontarci su come sostenere le famiglie che devono rivedere la loro riorganizzazione per nuove esigenze lavorative dettate dalla crisi. Crisi che riguarda tutti, compresi gli anziani, che sono diventati uno dei più importanti ammortizzatori famigliari non riconosciuti”.

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