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“Unoscattoperlaricerca”, 70 fotografi bergamaschi a sostegno del Mario Negri

Settanta fotografi, tutti bergamaschi di nascita o d’adozione, donano i loro scatti migliori per finanziare la ricerca dell’Istituto Mario Negri

Settanta fotografi, tutti bergamaschi di nascita o d’adozione, donano i loro scatti migliori per finanziare la ricerca dell’Istituto Mario Negri, impegnato nell’emergenza sanitaria per trovare una terapia contro Covid-19. Da una idea di Laura Pietra, supportata da Mario Rota, entrambi fotografi, nasce “Unoscattoperlaricerca”. Il progetto, sviluppato da Claudia Sartirani, responsabile di Peo Comunicazione culturale e d’impresa, racchiude bellezza, solidarietà e speranza.

I protagonisti

Il progetto prende corpo grazie alla disponibilità di una corposa rete di fotografi, artisti della luce, che uniscono le energie per aiutare la collettività a rinascere. A decine rispondono all’appello degli organizzatori, convinti che portare nelle case un’immagine del proprio territorio, alla cui vista oggi si prova un grande senso di appartenenza e commozione, sia una strada da percorrere per uscire dall’ombra. Loro portavoce è la fotografa Laura Pietra, che spiega: “Il senso di impotenza di fronte a ciò che ci sta così profondamente ferendo è cresciuto in me di pari passo con il desiderio di rendermi utile. Chi conosce o ha visitato almeno una volta Bergamo e il suo territorio sa che la sua bellezza riempie gli occhi. Per me, fotografa, la bellezza è cibo e acqua, senso di ogni cosa e forse -mi sono detta- anche strumento per salvare noi e la nostra città.

Aderiscono al progetto:

Sergio Agazzi, Andrea Aschedamini, Alessandro Bassan, Giuseppe Bedolis, Camillo Bonfanti, Stefano Borghesi, Monika Bulaj, Federico Buscarino, Gianni Canali, Giuseppe Cella, Yuri Colleoni, Matilde Da Re, Paolo Da Re, Umberto Da Re, Giovanni Diffidenti, Luigi Facchinetti Forlani, Paolo Ferrante, Virgilio Fidanza, Antonio Finazzi, Marin Forcella, Gian Vittorio Frau, Maurizio Grisa, Gianni Limonta, Simone Lorenzi, Tiziano Manzoni, Giovanni Marchesi, Marco Mazzoleni, Alberto Merisio, Luca Merisio, Gianluca Micheletti, Antonio Milesi, Emilio Moreschi, Francesco Moro, Matteo Mottari, Sergio Nessi, Alberto Orlandi, Alessandro Persico, Jean Piccotti, Laura Pietra, Marco Quaranta, Sonia Quaranta, Marco Riva, Francesco Roncoli, Luciano Rossetti, Gianfranco Rota, Mario Rota, Devid Rotasperti, Dimitri Salvi, Massimo Santini, Federica Tana, Fabio Toschi, Lorenzo Urbani, Matteo Zanardi, Maria Zanchi, Matteo Zanga, Matteo Zorzi.

Anche Il Museo delle storie di Bergamo decide di condividere il proprio patrimonio, donando 16 immagini dell’Archivio fotografico Sestini che sono parti esse stesse della storia del territorio e ne comunicano i valori e i suoi caratteri vocazionali: dal lavoro, alla volontà di cooperazione, all’amore per le montagne.

Le 16 fotografie saranno messe a disposizione del progetto in numero limitato (una singola riproduzione per ogni soggetto) a tutela dell’unicità e del valore storico – artistico di questo patrimonio.

Tutte le immagini sono il riflesso delle vite di coloro che le hanno scattate. Due di loro hanno scelto personalmente i loro scatti: Pepi Merisio e Alfonso Modonesi. Legati da un rapporto che va al di là della relazione tra maestro e allievo, Merisio e Modonesi sono testimoni di una stagione felice della fotografia a Bergamo. Lo sanno bene al Museo delle storie, dove sono conservati i fondi fotografici di altri grandi nomi di professionisti che non sono più con noi, ma che hanno fatto storia documentando la vita di Bergamo e del suo territorio:Eugenio Goglio (il cui archivio è stato depositato dalla Provincia di Bergamo), Angelo e Angelica Pesenti, Umberto e Sandro Da Re, Pietro e Achille Gentili, Nicola Burgarella, Domenico Lucchetti, Fausto Asperti, Tito Terzi… Il Museo onora anche la loro memoria, scegliendo uno scatto per ciascuno di loro. Completano la galleria due immagini provenienti dal fondo Camera di Commercio di Bergamo e dal fondo Agenzia Viaggi Lorandi.

Afferma l’Amministratore delegato della Fondazione Bergamo nella storia, Emilio Moreschi “Il Museo delle storie di Bergamo si impegna quotidianamente nell’attività di studio, catalogazione e valorizzazione dell’Archivio fotografico Sestini. L’intento è quello di dare vita alle fotografie facendone risaltare il valore storico, documentario e artistico e ponendole in dialogo con il mondo e la società di oggi. Partecipare al progetto Unoscattoperlaricerca costituisce una preziosa occasione per valorizzare questo straordinario patrimonio di immagini: messe a disposizione della comunità, le fotografie diventano uno strumento al servizio della ricerca scientifica e, in questo particolare momento, rappresentano il contributo del Museo delle storie all’importante raccolta fondi a favore dell’Istituto Mario Negri”.

Beneficiario dei fondi raccolti sarà l’Istituto Mario Negri, una fondazione privata senza scopo di lucro che opera da quasi sessant’anni nell’ambito della ricerca biomedica al servizio della salute pubblica.Tra i suoi tratti distintivi è d’obbligo citare l’impegno a non brevettare le proprie ricerche, in modo che siano immediatamente e gratuitamente accessibili alla comunità scientifica e ai pazienti. L’indipendenza è uno dei valori fondanti dell’Istituto che lo rende autonomo rispetto a interessi commerciali, partiti politici, credo religiosi.

In questa emergenza sanitaria l’Istituto è impegnato a trovare una terapia contro COVID-19, in collaborazione con l’Ospedali Papa Giovanni XXIII di Bergamo. I suoi ricercatori (700 ricercatori in tre sedi, una a Milano e due a Bergamo sotto la direzione del professor Giuseppe Remuzzi, con la presidenza del professor Silvio Garattini) sono al lavoro per comprendere i meccanismi di azione del virus nell’organismo, studiare cosa avviene nei polmoni e capire le ragioni per cui, pur somministrando ossigeno, questo fatichi ad arrivare al sangue.

Afferma il direttore, professor Giuseppe Remuzzi: “I numeri ci dicono che il contagio sta rallentando. Ma la ricerca della terapia contro Covid-19 non si deve fermare, affinché tutti gli ammalati che combattono contro questa terribile malattia possano essere curati.

I valori

Il progetto pone al centro il territorio attraverso l’arte della fotografia: gli scatti, di paesaggi e di vita, sono occasione per valorizzare il nostro patrimonio in un momento storico in cui le comunità sono messe a dura prova. Dolore e bellezza stanno uno a fianco dell’altra e costruiscono la prospettiva del successo dell’uomo nella sfida con la malattia, rendendo evidenti la tenacia, la forza e la capacità di reagire degli uomini. L’arte è eterna e rende più lieta l’anima… ce n’è bisogno anche per salvare le nostre vite.

Uomini che si incontrano per fare, insieme. E infatti Unoscattoperlaricerca è luogo d’incontro. Tra locale e globale innanzitutto, perché dal territorio come soggetto e dai suoi artisti scaturisce l’impulso a trovare una cura che, una volta identificata, sarà cura per tutto il mondo. Ma anche tra esterno e interno, nel momento in cui un territorio entra nelle case di chi lo ama come presenza costante. Tra memoria di chi non c’è più, simboleggiata dai documenti conservati presso il Museo della Fotografia Sestini e speranza per chi potrà vivere. Tra l’arte di chi guarda e cattura il mondo con un obiettivo e la scienza di chi si addentra nei segreti della vita attraverso un microscopio.

“La cultura pervade tutti gli aspetti di questo progetto – spiega Claudia Sartirani – perché la cultura è presente nell’arte fotografica, nell’attenzione al territorio, nella sensibilizzazione delle persone al gesto del dono, nell’abnegazione alla ricerca, nello slancio a perseguire il bene comune, collettivo. Noi da sempre diamo forma ai progetti che sono nella mente delle persone, raccogliendo idee acerbe per trasformarle in strumenti concreti. Avere la possibilità di impegnarci, a fianco degli artisti, per la nostra Bergamo, e, attraverso di essa, per il progresso della medicina, è un privilegio”.

L’arte è eterna e rende più lieta l’anima… ce n’è bisogno anche per salvare le nostre vite.

Tutti gli artisti e i professionisti che si sono adoperati per il progetto Unoscattoperlaricerca lo hanno fatto con spirito di solidarietà, come contributo personale e volontario.

Il progetto gode del Patrocinio del Comune di Bergamo e della Provincia di Bergamo.

Come contribuire

Le opere fotografiche saranno visibili sul sito www.unoscattoxlaricerca.org. Chiunque potrà visionarle e richiedere la stampa della sua fotografia preferita al costo di cento euro.

Diverso il trattamento per le fotografie provenienti dai fondi dell’Archivio fotografico Sestini di Bergamo, che avranno un costo di trecento euro ciascuna. Di ognuna delle 16 fotografie messe a disposizione dal Museo delle storie, sarà possibile una sola riproduzione.

La donazione sarà indirizzata all’Istituto Mario Negri. Gli unici costi, che rimarranno a carico dell’Istituto Mario Negri, saranno quelli della stampa e della spedizione.

Chi desidererà versare una somma superiore rispetto all’importo richiesto per il singolo scatto, sarà libero di fare una donazione maggiore a beneficio della ricerca.

Informazioni tecniche

Le stampe verranno effettuate in formato Stampa 20×30 cm., su carta Fine-Art 285 gr.PortraitWhite

Ogni immagine verrà inserita in un passepartout avorio 30×40 cm, spessore 3 mm con chiusura sul retro ed imbustata in una confezione rigida per la spedizione.

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