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I numeri

Cocktail sottovuoto e piatti gourmet da assemblare: il food delivery a Bergamo

La ristorazione nel 2019 ha registrato un fatturato sui 566 milioni di euro solo con il servizio di consegna a domicilio e un incremento generale rispetto all'anno precedente del 56%. Trend su anche a Bergamo

La pandemia da Covid19, costringendo tutti noi a un forzato stop, ha determinato molti effetti a cascata, compreso il mutamento nella percezione dell’utilità della tecnologia e anche delle abitudini. Ha fatto capire ad esempio che i dispositivi connessi non sono un limite alle esperienze, che possono invece essere molto ampie: l’impossibilità di spostarsi, se non per gli acquisti essenziali, ha infatti amplificato il bisogno di sfruttare la rete per sopperire alle attività che richiedevano la presenza fisica. Creando di fatto nuovi bisogni temporanei.

Un esempio è il food delivery (la consegna dei pasti a domicilio), settore che ha avuto una crescita importante nell’ultimo periodo e che è entrato di prepotenza nelle nostre case, come raccontato nella precedente puntata di Co.ntact (leggi qui) e nel sondaggio.

Sondaggio

Un’opportunità di innovazione strategica per tutto il comparto ristorazione che nel 2019 ha registrato un trend di fatturato sui 566 milioni di euro solo con il servizio di delivery e un incremento generale rispetto all’anno precedente del 56%, come mostrano i dati raccolti da CDiN che avevano già evidenziato quanto il servizio abbia permesso ai ristoratori dell’ultima ora di reagire all’emergenza sanitaria.

Ce lo conferma Luca Spinelli, titolare del Bar Flora di Piazza Vecchia che ci ha raccontato di come in occasione del lockdown imposto abbiano colto l’opportunità del delivery per l’aperitivo. In che modo? Con un pack in sottovuoto: miscelato, arancia e ghiaccio (rigorosamente separati) per uno spritz; ghiaccio, gin, tonica, ginepro, lime (anche in questo caso tutto separato) per godersi l’aperitivo del bar anche a casa. Una proposta semplice e d’effetto, che ha riscosso un ottimo successo, considerando anche che il 40% degli utenti di delivery ordinano essenzialmente per stare in compagnia (in famiglia o tra amici).

L’innovazione spesso sta tutta qui, nel mettere insieme ‘pezzi’ in modo straordinario, come ci spiega anche Chiara Rota, ceo & founder di My Cooking Box, la startup tutta bergamasca dedicata al delivery di box contenenti l’occorrente per preparare un piatto da chef a casa.

Già perfettamente organizzata, My Cooking Box ha saputo rispondere alle mutate necessità della Fase 1 grazie a un mix di comunicazione, qualità e sicurezza nella preparazione di box e consegne e un servizio di customer care presente e preparato: “Nell’incertezza della Fase 1 è stato importante per noi mantenere il filo diretto coi nostri clienti, abituali e nuovi. Parola d’ordine rassicurazione sulle potenziali criticità e garanzia di cibo preparato, confezionato e consegnato in completa sicurezza di personale, rider e clienti”.

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