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A Val Brembilla indagine sugli effetti del lockdown, e se ne scoprono di positivi

L’indagine, svolta dall’associazione Turnà ‘a ‘ndomà, utile per sostenere consegne a domicilio e smart working

Questo periodo di isolamento, dovuto alle misure imposte per arginare il propagarsi del Covid-19, oltre alle innegabili difficoltà che ha portato in diversi ambiti, ha fatto scoprire a molti anche diversi aspetti positivi, tra cui l’importanza del lavoro in Rete e i servizi a domicilio.

Aspetti positivi la cui efficacia è stata oggetto di indagine da parte dell’associazione Turnà a ‘ndomà di Val Brembilla, che ha voluto analizzare, attraverso un sondaggio sui social network, diversi aspetti dell’isolamento in casa e in modo particolare le conseguenze che hanno riguardato i servizi alla persona.

Un’indagine sul presente che guarda anche al futuro, attraverso la proposta di una serie di possibili azioni migliorative per i servizi all’interno della comunità di Val Brembilla, da sviluppare ulteriormente una volta terminata l’emergenza, guardando all’ambiente ma anche all’aiuto verso il prossimo.

“A fine marzo abbiamo avuto l’idea di proporre, attraverso Facebook, un questionario rivolto agli abitanti di Val Brembilla, per provare ad analizzare alcuni aspetti positivi dell’emergenza che stiamo vivendo” spiega Giulia Zanardi, dell’associazione Turnà ‘a ‘ndomà.

L’indagine (che prende in considerazione circa 200 interazioni) ha riguardato prima di tutto l’acquisto dei beni di prima necessità. La limitazione nel fare la spesa una sola volta a settimana e, soprattutto, la consegna a domicilio, secondo il 69% delle risposte, aiuta nel diminuire gli spostamenti e l’inquinamento, oltre ad essere utile in particolare per gli over 65.

Le limitazioni agli spostamenti hanno visto poi un conseguente aumento degli acquisti nei negozi di vicinato, che possono proporre una qualità superiore rispetto a quella offerta nei supermercati, ma che, lamentano i partecipanti all’indagine, hanno prezzi troppo alti rispetto alla media.

Altra conseguenza positiva dell’isolamento è risultato il maggior risparmio di tempo e la sua miglior organizzazione, come nel caso delle visite mediche su appuntamento, che sono un aiuto anche nella protezione verso un possibile contagio. In campo assistenziale, l’emergenza ha visto anche un minor abuso del pronto soccorso (secondo il 71%), con accessi solo per gravi necessità, evitando quindi ulteriori intoppi al sistema sanitario.

In questo periodo, l’utilizzo della Rete ha un’importanza fondamentale, anche se, dall’indagine, risulta necessaria un’implementazione delle telecomunicazioni sul territorio. A partire dal tema dello smart-working (che significa anche maggior flessibilità e minori spostamenti) all’E-learning, fino alle video-chiamate e video-conferenze. In questo caso, non tutti si sentono ancora pronti nell’utilizzo della tecnologia, lamentando anche un’insufficienza delle infrastrutture di telecomunicazione in loco. “Rispetto all’ E-learning, sono favorevoli (59%) soprattutto gli studenti universitari, mentre in molti (in particolare gli appartenenti alla fascia di mezza età) ammettono diverse lacune in merito agli strumenti disponibili, chiedendo quindi la possibilità di implementare il tutto. In questo senso, abbiamo intenzione di parlare con l’amministrazione comunale e i commercianti in merito alle azioni da intraprendere”.

L’analisi, sviluppata nell’arco del mese di aprile, ha permesso all’associazione di prendere in considerazione alcune novità introdotte “forzatamente”, a causa dell’emergenza, che possono però essere uno stimolo verso un modo nuovo di vedere il lavoro e la sempre più crescente importanza delle telecomunicazioni in diversi ambiti della nostra vita. Un modo nuovo, nato dalle difficoltà di questo periodo, con il quale guardare al futuro in modo positivo.

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