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Centro Salesiano DON BOSCO

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Gli studenti dei Salesiani: “Possiamo cambiare il momento per vivere una vita buona”

Un'allieva del centro Salesiano "Don Bosco" di Treviglio racconta la partecipazione a un incontro alla scoperta del turismo sociale per regalare un sorriso ai bambini che vivono in situazioni disagiate o in stato di povertà

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Ripercorriamo insieme alcuni spunti di riflessione emersi in occasione degli incontri per la festa di don Bosco di quest’anno. Testimonianze, come quella di Andrea Del Giudice e Stefania Riberio, che ci dicono che “possiamo cambiare il momento” per vivere una vita buona, come racconta Anna, studentessa di terza classico.

Come ogni anno il giorno della festa di Don Bosco si sono svolte diverse attività, tra cui anche alcuni workshop. Tra le varie proposte ha attirato la mia attenzione quello tenuto da Andrea Del Giudice e Stefania Riberio, intitolato “Progetto Riscossa”, nome che mi ha incuriosito molto e che continua a farlo.

Andrea Del Giudice, oltre ad essere un professore di matematica delle medie del nostro istituto, è anche un volontario che va in giro per il mondo insieme a Stefania per far divertire, con la magia e la giocoleria, i bambini che vivono in situazioni disagiate e in stato di povertà. Per farci immergere nell’esperienza che vivono con i bambini, ci hanno coinvolto in qualche gioco; dopo di che hanno iniziato a descrivere ciò che fanno.

Inizialmente Andrea ci ha spiegato che loro praticano del “TURISMO SOCIALE”, ovvero girare il mondo con lo scopo di regalare un momento di felicità ad ogni persona che incontrano. Poi Stefania ha iniziato a raccontare come tutto ad un tratto si sia trovata immersa in questo grande progetto. Inizialmente non l’aveva pensato così, voleva intraprendere questa strada più che altro per viaggiare.

La prima meta è stata il Brasile, dove è stata ospitata da alcune suore che si facevano in quattro per aiutare le madri e i bambini più poveri. Una volta tornata, però, ha capito che non è solo a 9.000 chilometri di distanza dalla propria casa che c’è bisogno d’aiuto, ma che anche a 500 metri da noi ci può essere qualcuno che necessita di una mano da parte nostra, di un po’ di felicità. Così, oltre ad andare all’estero, Stefania e Andrea operano anche nei nostri ospedali.

Del Giudice ha voluto precisare che loro non fanno questi viaggi per cambiare il mondo, perché sono coscienti che è impossibile e quindi è anche inutile provarci, ma il loro obiettivo è quello di “POTER CAMBIARE IL MOMENTO”.

Successivamente Andrea e Stefania hanno descritto il loro ultimo viaggio. Le ultime due settimane di dicembre hanno deciso di andare in Vietnam per donare ad una popolazione povera un Natale felice. Una volta arrivati, si sono trovati immersi in una popolazione con una scarsa istruzione. Riuscivano a comunicare con pochissima gente perché in pochi sapevano l’inglese. Nonostante questo ostacolo, sono riusciti a far trascorrere a se stessi e agli altri un Natale meraviglioso. Sono stati apprezzati così tanto che sono riusciti ad entrare in un villaggio di pescatori per cui ci sarebbe stato bisogno di un permesso statale.

Alla fine c’è stato il momento delle domande e tra le tante ne è stata posta una interessante: “Ma chi ve lo fa fare?” Io credo che la risposta si possa trovare nei loro sguardi felici di quando testimoniano la loro esperienza, sguardi in cui, se si fa attenzione, si può notare oltre alla loro felicità anche il riflesso dei volti gioiosi dei bambini che hanno incontrato.

Prima di concludere il loro intervento, Andrea e Stefania hanno lasciato ad ognuno di noi il testo della poesia “È proibito” di Alfredo Cuervo Barrero e una lettera intitolata “Istruzioni di volo”, in cui Dio dà dei consigli su come condurre una BUONA VITA, quella che stanno vivendo loro svolgendo il volontariato.

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