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“Troppa gente non rispetta le regole”: a Lallio di nuovo chiusi i parchi comunali

Dopo le tante segnalazioni di infrazioni di questi giorni il Primo cittadino Sara Peruzzini ha deciso di chiudere nuovamente le aree pubbliche

“Non va bene! Non si può uscire di casa senza valido motivo. Non ci si può trovare al parco a fare salotto. Non è permessa alcuna attività ludica. Non si può andare a trovare parenti e amici e fermarsi a giocare o mangiare. Non è permesso il consumo di vivande all’aperto”: le esclamazioni non sono del primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, arrabbiato dopo le immagini dei Navigli presi d’assalto dalle persone ma del sindaco di Lallio, Sara Peruzzini, anche lei arrabbiata, dopo le foto degli assembramenti nei parchi comunali.

Tanto distano le aree pubbliche di Lallio dai Navigli di Milano quanto vicini, attenti alla cittadinanza, si dimostrano i loro primi due cittadini. Ma se il sindaco meneghino si è limitato a minacciare la chiusura dei canali cittadini Peruzzini, invece, è passata alle vie di fatto e “da domani (lunedì 11 maggio) i parchi chiuderanno nuovamente”.

Lallio

Chiara la comunicazione alla cittadinanza, resa pubblica nel giorni scorsi, dove si legge che “Il sindaco può disporre la chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare il rispetto dei requisiti di sicurezza, pertanto, data la struttura e la natura dei nostri parchi, si decide di riaprire da mercoledì 6 maggio le seguenti aree: Parco dei Gelsi (con chiusura dell’area giochi, delle fontanelle e divieto pic-nic); Parco dei cani – Cà dei cà (con chiusura della fontanella e dei gazebi)”.

Ieri il primo cittadino si è visto costretto a tornare sui suoi passi. Sara Peruzzini ha scritto sulla pagina Facebook “Lallio e poi – Lista civica” (Lista con cui alle amministrative 2019 è stata eletta sindaco): “In questi giorni abbiamo verificato il comportamento dei cittadini rispetto alla parziale riapertura dei parchi. Ci sembrava utile poter concedere uno spazio verde dove poter permettere, soprattutto ai bambini, di correre e andare in bicicletta, lontani dalla strada e in tutta tranquillità”.

“Abbiamo ricevuto, invece, -continua il sindaco-, tantissime segnalazioni di infrazioni e mancato rispetto delle regole. Persone che hanno utilizzato per far salotto i tavoli nastrati sotto i gazebo del parco dei cani, genitori con i bambini intenti a giocare tra di loro, che fumano e chiacchierano sulle panchine, ragazzi (tantissimi) senza mascherine che si incontrano in gruppo, si intrattengono e trascorrono il tempo insieme”.

Lallio

Peruzzini si è spesa in ulteriori chiarimenti: “Il tentativo nazionale di allentare un po’ le restrizioni non è stato fatto per ritrovare la nostra socialità. È ancora troppo presto. Gli amici non si possono purtroppo ancora ritrovare insieme. I ragazzi non possono pensare che il problema non riguardi loro e fregarsene di indossare le mascherine. Dobbiamo, nostro malgrado, essere fermi e decisi. C’è in gioco la salvaguardia di tutti noi. Stiamo trasgredendo alle regole e stiamo mettendo a rischio i risultati e i sacrifici fatti fin qui”.

Da qui la decisione di chiudere nuovamente i parchi. “Non ci sarà altresì – ricorda il primo cittadino- alcuna tolleranza per chi non rispetta le regole”. E il Comune di Lallio non intende chiudere un occhio perché “le sanzioni verranno fatte, senza esitare, anche a giovani e giovanissimi e saranno, come prevede la norma, salatissime”.

Ricordando il dramma che sta vivendo tutta la bergamasca “se le persone non hanno compreso la gravità della situazione e ci chiediamo oltre i 5000 morti cosa possa servire per farlo, noi siamo pronti ad attuare tutte le misure necessarie senza alcun indugio”.

“Speravamo -chiude il sindaco di Lallio- in un comportamento più responsabile e in scelte più consapevoli. Ci dispiace”. Per la superficialità di pochi pagano tutti. Anche, e soprattutto, in tempi di Coronavirus.

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