Bolgare, scontro minoranza-sindaco: "S'è alzato lo stipendio"; "Mi spetta" - BergamoNews
La polemica

Bolgare, scontro minoranza-sindaco: “S’è alzato lo stipendio”; “Mi spetta”

L'accusa del gruppo Spazio Comune: "In un momento così poteva risparmiarselo". La risposta del primo cittadino: "Ho lasciato il lavoro per seguire il paese, ho solo riportato l'indennità alla quota piena"

È scontro totale, a Bolgare, tra minoranza e sindaco. A far infuriare una parte del consiglio comunale è stata l’indennità del primo cittadino Luciano Redolfi, alla quale è stata tolta la riduzione del 30% per far sì che tornasse lo stipendio pieno.

“In questo momento di grande emergenza l’amministrazione ha prima prelevato dal bilancio comunale dei soldi previsti per altre attività, rimaste ora senza finanziamento, e poi chiesto aiuto ad associazioni e attività produttive – spiegano dal gruppo Spazio Comune -. Poi abbiamo scoperto,  andando a spulciare l’Albo Pretorio (quindi nessuna lettera pubblica o post del sindaco) che pochi giorni prima di chiedere soldi ad aziende e associazioni, con delibera di giunta n.38 del 15 aprile, Redolfi ha ripristinato la propria indennità mensile di carica dai circa 1.800 euro stabiliti qualche mese fa ai ben più cospicui 2.572,09 euro”.

“Siamo consapevoli che tale cifra sia legittima – continua la minoranza -, ma forse questo non era il momento più adatto e ci si sarebbe potuti aspettare una deliberazione di giunta molto diversa per un comune che chiede soldi ad associazioni e aziende per distribuire buoni pasto alle tante famiglie che non arrivano a fine mese. In un momento di estrema fatica per tante famiglie, l’aver aumentato il proprio compenso non è certo un segnale di attenzione e vicinanza alla comunità. Da una lettura superficiale si potrebbe concludere che il sindaco prima si è aumentato lo stipendio e poi ha chiesto soldi ad associazioni e aziende”.

La risposta del sindaco Redolfi non s’è fatta attendere, e s’è focalizzata prima di tutto sui numeri: “Diciamo subito che si tratta di cifre lorde e non di cifre nette, quindi il mio stipendio attuale è di 1.888,88 euro, non un centesimo in più di quello che mi spetta – ha spiegato -. Dall’inizio del mandato ho mantenuto la mia occupazione, quindi l’indennità di sindaco è stata ridotta del 50%. Questo fino a marzo. Poi, con l’emergenza sanitaria che s’è venuta a creare, ho deciso di prendere l’aspettativa dal lavoro che mi spetta per legge e di occuparmi a tempo pieno del mio paese, rinunciando di fatto a uno stipendio, quello da dipendente, ben più alto di quello da sindaco. Credo di essere stato il primo in Italia a prendere una decisione simile”.

Per dovere di cronaca va sottolineato che l’indennità di tutta la giunta di Bolgare era stata ridotta del 30% durante la passata amministrazione, con Luca Serughetti sindaco e Luciano Redolfi, attuale primo cittadino, nella carica di vice (“Senza che dessimo risalto alla cosa” ha sottolineato Redolfi).

Con la delibera del 15 aprile lo stipendio è tornato pieno solo al sindaco e non agli altri componenti della giunta.

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