BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Santa Caterina di Tremozia, una perla nascosta nella terra del Romanico

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa ad Almenno San Bartolomeo

Nascosta fra alcuni dei più antichi edifici del borgo di Almenno San Bartolomeo, è difficile individuare la Chiesa di Santa Caterina di Tremozia.

Posta a due passi dalla chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, la struttura fu al centro di alcune delle più importanti vicende della vita religiosa del paese imagnino a cavallo fra il XVI e il XVII secolo.

La sua storia prese il via il 26 maggio 1512 quando Maria Gavazzeni, Cristina Manglini e Angelina Gavazzeni decisero di rinunciare ai loro beni per dedicarsi ad una vita di preghiera e di penitenza.

Nonostante le buone intenzioni e l’ingresso nel gruppo di Bertolamina Gavazzeni, sorella di Maria, le quattro dovettero attendere un anno per ottenere il riconoscimento dello stato monastico, precluso anche a causa della mancanza di una casa dove convivere e un oratorio dove poter pregare.

La situazione si modificò nell’aprile 1513 quando la peste causò la morte di molti cittadini dell’area, fra i quali anche Angelina che decise di destinare la propria dote alla costruzione del nuovo convento.

Il progetto si concretizzò così nel 1514 quando Cristina e Maria presero definitivamente i voti mutando il proprio nome in suor Monica e in suor Caterina, mentre il padre di quest’ultima decise di acquistare un fabbricato nell’area di Tremozia che successivamente venne ristrutturato e in parte adibito a chiesa.

La vita del monastero venne tuttavia scossa già nel 1516 a causa di un caso singolare: oltre ad alcune divergenze fra le religiose, esse furono travolte dallo scandalo causato da suor Clara che venne scoperta esser incita.

Il fatto non fuggì agli occhi della Curia Vescovile che nel 1518 decise di privare dell’abito talare a quest’ultima e a suor Monica e suor Perpetua che, dopo aver lasciato i benedettini, riuscirono a riacquistare il proprio status entrando a far parte nel 1522 dell’ordine agostiniano.

Rientrate nel 1532 nella sede originaria grazie all’interessamento mostrato dai frati del convento di Santa Maria della Consolazione, le suore convissero senza particolari problemi sino al 1535 a causa di alcuni problemi di salute di suor Caterina.

In caso di morte della stessa, il complesso sarebbe stato donato alla Scuola del Santissimo Sacramento di Almenno San Bartolomeo, una scelta che sarebbe andata in contrasto con quanto previsto da suor Monica che più di un decennio prima che aveva donato l’edificio e i terreni circostanti agli agostiniani.

La situazione precipitò ben presto in quanto il 26 aprile dello stesso anno i sindaci della confraternita fecero irruzione nello stabile cacciando suor Cristina e suor Clara, obbligando successivamente suor Caterina a firmare un testamento in cui confermava la donazione del cenobio a loro favore.

La scomparsa della religiosa rese operativa quanto prescritto nell’atto, costringendo così le due monache a far ricorso al tribunale ecclesiastico e a dare vita a un procedimento legale che durò ben 12 anni.

Dopo diversi colpi di scena, la contesa si risolse a favore delle suore che ottennero un risarcimento di 850 lire, una soluzione momentanea in quanto, spalleggiati dal parroco Gian Antonio de Besochis, ebbero modo di prendersi la rivincita.

Nel corso di una visita del vescovo di Bergamo Vittore Soranzo, il prelato mise in cattiva luce le consorelle che vennero immediatamente ridotte allo stato laicale, una condanna pesante che venne poco dopo alleggerita grazie ancora una volta all’intervento dei frati di Santa Maria della Consolazione.

Nonostante il nuovo provvedimento garantisse la sopravvivenza del Convento di Santa Caterina, esso vietava l’ammissione di altre suore nello stesso, condannandolo così alla chiusura avvenuta nel 1555.

Concluso il periodo monastico, gli immobili posti sul colle di Tremozia vissero un lungo periodo di declino interrotto parzialmente nel 1617 quando divennero sede dei Disciplini bianchi poco prima istituiti.

Il progressivo allontanamento attuato da parte loro nel corso del XVIII secolo portò all’abbandono totale all’inizio dell’Ottocento tant’è che il complesso monastico rimase nell’oblio per molti anni.

Il recupero attuato a cavallo fra gli anni ‘90 e gli inizi del 2000 riportò alla luce i diversi cicli pittorici che ricoprono le pareti della chiesa e che colpiscono i visitatori appena varcato l’ingresso.

Fra essi spicca il cosiddetto “ciclo di Santa Caterina”, una serie di raffigurazioni realizzate nel 1516 da Iacopino Scipioni d’Avevara all’interno delle quali è possibile osservare alcuni episodi che hanno caratterizzato la vita della vergine e che l’hanno condotta al martirio.

Ad esso vanno aggiunte le immagini di Santa Monica e San Nicola di Tolentino, entrambi legati agli agostiniani, oltre ad alcune riguardanti San Francesco.

Discorso diverso invece per l’arco trionfale del presbiterio dove a farla da padrona è la scena della Crocefissione, accompagnata ai lati dalla Deposizione dalla croce e dalle Mistiche Nozze di Santa Caterina.

Posteriori sono infine i dipinti osservabili alle spalle dell’altare che vennero con ogni probabilità dipinti poco dopo il 1617, data in cui i Disciplini sarebbero intervenuti per ampliare la struttura sacra.

Fonti

Cesare Rota Nodari; Santa Caterina in Almenno San Bartolomeo : un tesoro recuperato; Bergamo; Fondazione della Comunità bergamasca, Parrocchia di Almenno San Bartolomeo; 2011

Paolo Manzoni; Agostiniani ad Almenno; S. Omobono Imagna; Centro studi Valle Imagna, 2012

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.