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Nonno se n'è andato, la mia famiglia s'è ammalata: spero che ora apprezzeremo le piccole cose - BergamoNews
La riflessione di daniele

Nonno se n’è andato, la mia famiglia s’è ammalata: spero che ora apprezzeremo le piccole cose

Stiamo vivendo emozioni che non ci abbandoneranno mai, che saranno sempre parte di noi; emozioni attraverso cui dobbiamo crescere... Abbiamo il dovere morale di farlo.

Il Coronavirus ci ha consegnato delle storie struggenti, capitoli incredibili nella loro drammatica unicità; racconti di un’umanità sconfinata, capace di abbattere muri e oltrepassare ostacoli; trame che, a differenza di cifre di morti e di contagi, non finiranno sui libri di storia, ma andranno a tracciare un segno indelebile nelle anime di tutti coloro che hanno provato l’atroce esperienza di viverle.

Personalmente, aver perso mio nonno, straordinaria figura della mia vita, e aver visto la mia famiglia, interamente malata, soffrire ogni giorno tra febbre e tosse, devastata nel fisico e nel cuore, è stato straziante. Abbiamo trascorso settimane difficilissime, tra dolore, tristezza, malinconia e angoscia; giornate di medicine, misurazioni e telefonate dall’ospedale.

Ma c’è sempre un gancio di speranza, ottimismo e voglia di futuro a cui aggrapparsi. Questo periodo deve essere motivo di arricchimento morale per tutti noi, un cruento fatto di vita che non può aver lasciato indifferenti i cuori delle persone.

Molti che pregavano di trovarsi in un mondo diverso, in realtà avevano solo bisogno di occhi diversi per guardare il mondo; ragazze e ragazzi che finalmente, anche solo per un istante, si sono discostati dal dare importanza ai beni materiali, impegnandosi a confortare un parente straziato anziché pensare all’ultimo modello di cellulare, o facendo una telefonata per farsi sentire vicino a un amico in difficoltà, piuttosto che attendere con ansia l’imminente, alcolico, sabato sera.

Rivedere padri e madri di famiglia riassaporare finalmente l’essenza della propria esistenza, rispolverando il rapporto coi propri figli; riscoprire famiglie aperte al dialogo e non ovattate davanti a schermi di cellulari e televisori. Spero e credo che questo dramma mondiale abbia portato finalmente a capire, a più persone possibili, di come la vita sia fatta di valori e non di cose di valore.

Mi auguro che da oggi in poi apprezzeremo maggiormente le piccole cose, sfoggeremo il nostro sorriso ben più spesso di quanto facessimo prima, saremo più disposti a far star bene gli altri, con un gesto di altruismo, una parola giusta al momento giusto o una pacca di solidarietà sulla spalla di un amico.

Stiamo vivendo emozioni che non ci abbandoneranno mai, che saranno sempre parte di noi; emozioni attraverso cui dobbiamo crescere… Abbiamo il dovere morale di farlo.

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