A 15 anni inventa una cintura per non vedenti: ora è Alfiere della Repubblica - BergamoNews
Loris esposito

A 15 anni inventa una cintura per non vedenti: ora è Alfiere della Repubblica

La cintura di Loris ha dei sensori che percepiscono gli ostacoli e lui stesso la definisce una specie di automobile.

Loris Esposito è un ragazzo bresciano di soli 15 anni nominato Alfiere della Repubblica dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La sua passione per il coding, nata grazie al professore di educazione tecnica in seconda media, l’ha portato a realizzare una cintura per non vedenti.

“Alle medie ho imparato ad usare un hardware che si chiama Arduino. Ho imparato le basi della programmazione in seconda media grazie ad un corso tenuto dal professore di tecnica- afferma Loris e aggiunge – mi sono subito appassionato all’Arduino e dopo averlo comprato ho iniziato a fare progetti un po’ più complessi rispetto a quelli svolti a scuola.”

Loris ci tiene a ricordare un altro progetto al quale ha collaborato: “In seconda media abbiamo fatto un libro tattile per una ragazza non vedente che c’era nella nostra scuola. Quindi io, in terza media, ho portato come argomento d’esame la mancanza della vista e come progetto di tecnologia ho deciso di portare il prototipo di questa cintura.

La cintura di Loris ha dei sensori che percepiscono gli ostacoli e lui stesso la definisce una specie di automobile.

Loris ammette che essere nominato Alfiere della Repubblica l’ha reso estremamente felice e ironizza sul fatto che quando è stato chiamato per ricevere la notizia, aveva problemi di connessione con il telefono e quindi i primi a scoprirlo sono stati i suoi genitori che sono stati chiamati dal preside della scuola.

Nemmeno i professori di Loris sono stati in grado di celare l’entusiasmo, così come i suoi amici che sono rimasti sempre aggiornati in merito alle notizie su di lui.

Quando chiedo a Loris se si sarebbe mai aspettato di ottenere questa onorificenza lui ammette con tutta la sincerità tipica della sua giovanissima età, che non si sarebbe mai aspettato nulla del genere. Ha iniziato il suo viaggio nel 2018 quando, sotto consiglio del suo professore delle scuole medie, ha deciso di partecipare al concorso “Coolest Projects” a Milano che lo ha portato poi fino a Dublino.

Quando Loris parla del suo incontro con Mattarella ha una voce ricca di speranza e ammette che la soddisfazione più grande è stata quella di ottenere un riconoscimento pur non avendo ancora finito la cintura.

Loris sogna in grande: “Io vorrei diventare ingegnere aerospaziale per delle grandi aziende; lavorare per la Nasa sarebbe un sogno”.

La vita di Loris, però, non è fatta solo di calcoli e progetti. Nella sua vita c’è anche la musica e suona il pianoforte e il basso.

Al contempo è un ragazzo concreto e afferma: “Al momento non ho altri progetti in mente, prima devo ultimare questo; inoltre ora sto studiando, faccio il liceo scientifico e mi occupa molto tempo. Questa successione di eventi, però, ha fatto sì che anche qualcun altro si iniziasse a muovere per cominciare ad aiutarmi perché ci sono ancora tante cose da sistemare”.

C’è ancora qualcosa da sistemare, certo, ma finora l’unica difficoltà di Loris è stata capire come funzionassero i sensori che rappresentano per lui una novità.

E dopo aver parlato di macchine, Loris mostra anche una grande umanità. Vorrebbe lanciare un messaggio dicendo ai giovani di non essere egoisti, iniziando per prima cosa a pensare anche agli altri.

Insomma, tante passioni, un buon cuore e tanta determinazione: noi non possiamo fare altro che aggiungerci al coro dei complimenti che Loris ha ricevuto nelle ultime settimane.

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