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Casnigo, il grazie di Fulvia e Francesca ai medici che hanno salvato il loro papà - BergamoNews
Coronavirus

Casnigo, il grazie di Fulvia e Francesca ai medici che hanno salvato il loro papà

La lettera per il personale medico dell'ospedale Sacco di Milano: "Non vi siete limitati a somministrare farmaci, voi avete “coccolato” nostro padre con premura e attenzione"

Tra le tante storie drammatiche di questo periodo, ci sono anche quelle che invece possono donare speranza. Come quella di Fulvia e Francesca Baratelli di Casnigo, due sorelle che hanno scritto una lettera per ringraziare i medici dell’ospedale Sacco di Milano che hanno curato e aiutato a guarire dal Covid il loro papà Sergio, 67 anni, che lunedì è tornato a casa accolto da uno striscione sul balcone.

“Dopo 40 giorni di ospedale nostro padre è tornato a casa. In queste terribili circostanze, il tempo non si misura in ore, giorni, settimane; in queste situazioni il tempo è dilatato e compresso al contempo e si misura in momenti di angoscia, di paura, di speranza, di preghiera, di attesa.

Ma fortunatamente i giorni bui sono passati. Nostro padre ha combattuto come un leone e noi insieme a nostra madre, seppur lontane, ci siamo strette a lui con amore, con la preghiera e con l’incondizionata fiducia in coloro che si stavano prendendo cura di lui.

Baratelli di Casnigo

Il nostro grazie immenso e la nostra eterna riconoscenza vanno a tutto il personale medico, infermieristico e agli operatori sanitari del reparto di pneumologia dell’ospedale Sacco di Milano.

Grazie per la vostra professionalità, competenza, efficienza e umanità. Non vi siete limitati a somministrare farmaci, seguire terapie e protocolli, voi avete “coccolato” nostro padre con premura e attenzione.

Grazie per aver lottato con lui, prendendolo per mano e aiutandolo a combattere la sua battaglia che è diventata la battaglia di tutti noi.

Grazie per non aver desistito un solo istante. Grazie per averlo salvato.

Un ringraziamento speciale va ai dottori Negretto, Raiteri, Radovanovic e alla dottoressa Mutti; all’infermiera che per nostro padre è sempre stata “Gioia”, a quella gentile che gli ha fatto trovare a sorpresa gli ovetti di cioccolato nella custodia degli occhiali, e a Serena, per averlo salutato l’ultimo giorno regalandogli la Colomba pasquale che tanto aveva desiderato mangiare in questi giorni di degenza.

Grazie a chi ha aiutato con le videochiamate e alle fisioterapiste. Vorremmo citarvi uno a uno, ma non ci è possibile; sappiate comunque che siete stati sempre nelle nostre preghiere, e la nostra riconoscenza per voi è e rimarrà per sempre infinita.

Ora possiamo finalmente dire: bentornato a casa papà!

Fulvia e Francesca Baratelli”

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