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Trasporto aereo affossato dal Covid: a Orio a marzo solo 100 mila passeggeri, -90%

Ad aprile piccola ripresa almeno delle merci.

Il numero impressionante è quello di marzo anche se, alla luce dei vari decreti, c’era da aspettarselo: a Orio al Serio hanno volato solamente 100mila passeggeri, il 90,2% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno quando furono 1.019.793, e sono stati effettuati 2.903 movimenti (-57,5%).

Sono statistiche quasi tutte in rosso quelle relative al primo trimestre 2020 per il trasporto aereo e lo scalo bergamasco non fa eccezione: dopo un gennaio in linea con la costante crescita alla quale “Il Caravaggio” ci ha abituati e un febbraio in cui si è iniziata a notare la forte frenata dovuta all’espansione di quella che allora era ancora considerata “solo” un’epidemia (passeggeri in crescita lieve, +1,3%), nel mese scorso gli indicatori dell’attività aeroportuale sono tutti al minimo.

Ed era dalla primavera-estate 2014, quando venne completamente rifatta la pista, che l’aeroporto di Orio al Serio non conosceva il segno meno alle voci passeggeri e movimenti.

Lo scalo, chiuso ai voli di aviazione commerciale da sabato 14 marzo, ha fatto registrare un consuntivo di poco più di 2 milioni di passeggeri nel primo trimestre 2020 (-28,2% sullo stesso periodo 2019), 17.467 movimenti (-13%) e 23.775 tonnellate di merci movimentate (-20,1%), diretta conseguenza della chiusura delle attività produttive che per vocazione sono predisposte all’export.

Già dalla settimana successiva a quella di Pasqua, però, si è notata una graduale ripresa dei voli courier, con buona movimentazione di merci strategiche come dispositivi di protezione individuale e materiale sanitario.

Per la sua posizione baricentrica rispetto al Nord Italia e per l’emergenza che ha colpito duramente il territorio bergamasco, l’aeroporto di Orio al Serio ha comunque tenuto ben salda la sua importanza strategica anche durante il periodo di fortissima crisi del settore aereo dovuta alla diffusione della pandemia: diversi i contingenti sanitari arrivati da ogni parte d’Italia e dall’estero, numerosi i voli che hanno trasportato i pazienti fuori regione (e ritorno) per le cure necessarie in un momento in cui le terapie intensive erano al collasso.

A livello nazionale il primo trimestre 2020 ha registrato un calo del 31,8% del numero dei passeggeri, a cui si aggiunge il -23,2% dei movimenti e il -13,5% delle merci.

Dati sui quali ha impattato, ovviamente, il mese di marzo: 2,1 milioni di passeggeri, l’85% rispetto a un anno fa quando, dopo 3 mesi, avevano volato già 37,5 milioni di persone, contro i 25,6 milioni di oggi.

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