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Coronavirus, a marzo 5.900 i morti in Bergamasca: i dati comune per comune

Gli ultimi dati Istat fotografano un'impennata del 568%, una realtà totalmente diversa da quella dei numeri ufficiali

Quasi duecento morti al giorno nel mese di marzo: 5.919. Il numero sale a 6.238 spingendosi indietro al 20 febbraio. Non un giorno qualunque, ma la vigilia del primo caso di coronavirus confermato in Italia, a Codogno.

Quella scattata dall'Istat e dall'Istitito Superiore di Sanità è una fotografia da brividi, che restituisce perfettamente la potenza dell'onda anomala che ha investito Bergamo e il suo territorio. Alla faccia della banale influenza.

La nostra provincia - non è un mistero - è quella che ha pagato il prezzo più alto in termini di vite umane. L'incremento percentuale dei decessi a marzo 2020, rispetto allo stesso periodo dal 2015 al 2019, è a tre cifre: +568%. Seguono Cremona (391%), Lodi (371%), Brescia (291%) e Piacenza (264%).

Ormai nemmeno si può parlare di proiezione, tant'è che il dato emerge da un'ampia analisi che riguarda la quasi totalità dei comuni (97,5%) e della popolazione (98,4%).

La stragrande maggioranza dei paesi vanta percentuali sopra il 100%, quindi con decessi più che raddoppiati. Analizzando freddamente i dati, si scopre che il Comune con l'incremento di mortalità più alto è Gandosso (3.900%) dove da 0,2 decessi di media si è passati agli 8 di marzo. Percentuali da record anche a Ubiale Clanezzo (3.400%, da 0,2 a 7) Fonteno (2.650%, da 0,4 a 11) e Cazzano Sant'Andrea (2.400%, da 0,2 a 5), tutti paesi che però non superano i 1.700 abitanti. In Comuni più grandi e popolosi come Pedrengo la percentuale è inferiore (1.567%) ma da una media di 2,4 si passa ai 40 decessi del marzo 2020. A San Giovanni Bianco da 3,2 a 47 (1.369%), a Torre Boldone da 6,8 a 78 (1.047%), a Brembate Sopra da 7,6 a 84 (1.005), ma di esempi se ne potrebbero fare tanti.

Numeri impressionanti che raccontano meglio di qualsiasi parola la portata del dramma. Una rapida escalation di sofferenza che, più di altri, ha travolto i Comuni della media Valseriana, per numero di morti dietro solo al capoluogo: ben 151 a Nembro (erano in media 12, più 1.118%) e 146 ad Albino (14, più 974%) In città sono morte 670 persone, a fronte di una media di 128 (più 424%).

Un confronto significativo: dal 20 febbraio al 31 marzo le persone decedute ufficialmente per Covid-19 (ovvero quelle sottoposte a tampone) erano 2.346, il 37,6% del totale. Sempre che il termine 'ufficiale' abbia ancora significato, lunedì 4 maggio erano 2.996. Più o meno la metà di quelle Istat.

"Per una valutazione complessiva dell'impatto del virus sulla mortalità totale - precisano dall'Istituto nazionale di statistica - bisognerà comunque monitorare l'evoluzione del fenomeno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi".

Scorri col mouse sopra la mappa o seleziona il tuo comune per scoprire tutti i dettagli: una colorazione rossa più intensa indica un maggiore incremento percentuale rispetto alla media 2014-2019.

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