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Papa Francesco telefona al curato di Nembro: “Ringrazia e saluta i tuoi ragazzi”

Don Matteo Cella racconta della speciale chiamata che ha ricevuto direttamente dal pontefice nel pomeriggio di domenica 3 maggio

“Nel pomeriggio di domenica 3 maggio mi ha telefonato Papa Francesco: è stata una grande gioia”. Così il curato di Nembro, don Matteo Cella, comincia a raccontare di una speciale chiamata che ha ricevuto direttamente dal pontefice.

Il Papa lo ha ringraziato per il lavoro svolto in questi mesi segnati dalla pandemia del Coronavirus, che ha duramente colpito Nembro, ha espresso la propria vicinanza alla comunità e l’ha incoraggiata nell’affrontare questo periodo drammatico. In un video pubblicato sul proprio profilo Facebook, don Matteo afferma: “Nel pomeriggio di domenica 3 maggio 2020 alle 15.45 mi ha telefonato Papa Francesco. Ero impegnato in una videoriunione in Skype, mi è squillato il telefono, era un numero sconosciuto, rispondo e la voce dall’altra parte dice: ‘Sono Papa Francesco’ e si precipita ad aggiungere ‘no no, non è uno scherzo’, che era quello che stavo pensando in quel momento. Mi ha spiegato che alcune persone della comunità gli hanno fatto sapere quello che è accaduto da noi in queste settimane, ma non tanto quello che è successo rispetto all’emergenza sanitaria Coronavirus ma come la comunità si è attivata per cercare di mantenere i legami, costruire la speranza, condividere buone idee e continuare a prendersi cura delle persone. E mi ha ringraziato per il lavoro che sto svolgendo”.

“Credo di avere il dovere di condividere con tutti questo ringraziamento – aggiunge don Matteo – perchè in queste settimane ho fatto alcune cose ma le ho realizzate perchè ho incontrato tante persone. L’ho detto al Papa: mi ritengo fortunato di aver conosciuto e di poter collaborare con molte persone buone, speciali, generose e piene di valore che in queste settimane hanno reagito alle provocazioni del male e tirato fuori il meglio di sè. Il ringraziamento di Papa Francesco, quindi, è per tutti voi: gente laboriosa, buona, sensibile, che ha deciso di prendersi cura degli altri, che ha costruito amicizia e fraternità”.

https://www.facebook.com/cellamatteo/videos/10221326799989757/

Papa Francesco, inoltre, ha incoraggiato la comunità a non mollare. Il curato prosegue: “Ci siamo scambiati alcune battute rispetto alla laboriosità e al lamento. Papa Francesco ha detto in maniera molto simpatica che ‘non è mai il tempo di lamentarsi, lasciamo il lamento a qualcun altro, rimbocchiamoci le maniche’. Proprio a questo proposito gli ho detto che in queste settimane ci siamo riconosciuti come una comunità che attraverso il lavorare insieme gli uni per gli altri per resistere all’emergenza, si è scoperta e sperimentata come una comunità forte nella solidarietà. Ho ringraziato anch’io il Papa: gli ho detto che in questo momento in cui c’è molta confusione e anche all’interno della chiesa ci sono voci discordanti il suo modo di interpretare il ruolo di guida mi sembra illuminante, un’ancora, un segno solido della direzione da intraprendere. E lui con grande semplicità mi ha risposto che ognuno fa quello che può. Penso che vada fatto tesoro di questa frase: ognuno di noi fa quello che può ma quello che fa sia davvero il bene più grande che abbiamo la forza di realizzare”.

“La telefonata di Papa Francesco – continua don Cella – è un incoraggiamento per me e per tutti quelli che lo vogliono accogliere perchè non ci stanchiamo mai di operare il bene e di costruire buoni legami, legami solidi che fanno crescere un’umanità buona secondo il cuore del vangelo”.

Infine, il pontefice ha rivolto un pensiero ai giovani. Don Matteo conclude: “Papa Francesco ha terminato la telefonata come fa con tutti i suoi discorsi, dicendo ‘mi raccomando, prega per me’ e ha aggiunto ‘ringrazia e saluta da parte mia tutti i tuoi ragazzi’. È proprio vero: in queste settimane ho visto – e li abbiamo visti tutti – ragazzi, adolescenti e giovani generosi, responsabili, buoni, sensibili: il saluto del Papa è per ognuno di voi, i ragazzi del nostro oratorio, della nostra comunità, ragazzi anche più anziani che tengono dentro di sè uno spirito giovane, combattivo e desideroso del bene. Continuiamo a camminare insieme. Grazie Papa Francesco, grazie amici, buon cammino”.

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