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"Mafia e usura a Bergamo, rischio aumento con l'emergenza: massima attenzione" - BergamoNews
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“Mafia e usura a Bergamo, rischio aumento con l’emergenza: massima attenzione”

L'allarme di Francesco Breviario in vista della riapertura: "Le attività in crisi potrebbero preferire soldi illegali e veloci a quelli dello Stato più difficili da ottenere"

“Ricordate la telefonata intercettata tra due imprenditori de L’Aquila che definivano una botta di fortuna il terremoto del 2009 costato la vita a 309 persone, pensando ai soldi che avrebbero potuto intascare con gli appalti per la ricostruzione delle zone distrutte? Estremizzando il concetto, quelle parole ci devono servire da monito per vigilare con la massima attenzione sulla ripartenza dopo l’emergenza che ci ha travolti”. Il coordinatore provinciale di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” Francesco Breviario lancia l’allarme in vista della riapertura delle attività commerciali dopo il lockdown per il coronavirus.

Alla ripresa, anche molte imprese bergamasche dovranno fare i conti non solo con i mancati introiti per il lungo periodo di stop, ma anche – nel caso ad esempio di bar e ristoranti – con le limitazioni imposte dal governo per arginare il contagio che porteranno a una riduzione degli incassi.

Francesco Breviario

Uno scenario che potrebbe favorire le infiltrazioni mafiose sul nostro territorio, già in crescita negli ultimi anni: “Stiamo valutando aspetti e situazioni man mano che passano i giorni – spiega Breviario -, perché c’è il rischio concreto che in questa fase Bergamo diventi ancora di più terreno appetibile. Prima di tutto speriamo si possa trovare il vaccino per il discorso sanitario, ma bisogna avere anche quello contro i fenomeni illeciti. Riaprire è pericoloso anche per questo”.

A cosa si riferisce in particolare? “Penso al riciclaggio di denaro e all’usura. Se i commercianti sono in grossa difficoltà economica e ci sono ostacoli o lungaggini burocratiche per ottenere finanziamenti, è probabile che accettino denaro in modo più veloce ma illecito. Per questo bisogna agevolare il più possibile le misure per la ripartenza”.

Quali sono i settori più a rischio criminalità? “Quello edilizio e commerciale. In particolare bar e ristoranti saranno le attività che faranno più fatica a rialzarsi. Ci sarà poi da controllare la sanità, che sarà un pozzo di San Patrizio con i soldi regionali e statali. Chi governa dovrà avere un occhio di riguardo su dove andranno a finire, per non rischiare casi simili a quello del terremoto de L’Aquila”.

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Come riescono queste organizzazioni mafiose a infiltrarsi sul nostro territorio? “Negli ultimi anni hanno raffinato i loro metodi. Ora partecipano a bandi pubblici in modo del tutto legale e perciò difficile da scovare, se non attraverso complesse indagini e intercettazioni”.

Cosa bisogna fare per cercare di evitare queste situazioni? “Ci sono già le normative e gli organismi necessari per vigilare. Basta solo non modificarli. Penso all’Autorità Nazionale Anticorruzione, che deve mantenere i suoi poteri anche e soprattutto in questo momento”.

Cosa dicono i dati degli ultimi mesi a Bergamo? “A causa della pandemia, abbiamo dovuto posticipare la presentazione del nostro dossier annuale in programma a febbraio. Dovrebbe essere il 22 maggio. In ogni caso sappiamo bene che il nostro territorio non è un’isola felice, purtroppo. La mafia, a differenza del Covid, non è nata ieri. La conosciamo bene. Cerchiamo di non farci trovare impreparati”.

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