In due mesi

Coronavirus, 31mila telefonate e fino a 500 casi al giorno per il call center di Ats

Impegnati anche molti volontari, accorsi a dare una mano per mantenere in funzione il servizio

Sessanta giornate di lavoro, 169 operatori coinvolti, 31.556 casi processati, 5.543 numero di ore al telefono, 500 casi in media seguiti ogni giorno.

A poco più di due mesi dall’istituzione del call center dell’Ats di Bergamo, nato in una situazione contingente e di emergenza per far fronte alle tante domande dei cittadini, questo presidio è diventato un punto di riferimento per tanti bergamaschi ma non solo per loro: sono stati numerosi, infatti, i contatti ricevuti da fuori regione e da concittadini all’estero.

Gli operatori che si sono susseguiti alle postazioni hanno cercato di rispondere ai mille interrogativi nati dalla situazione – unica, nuova per tutti e in continua evoluzione – fornendo informazioni di carattere sanitario, grazie ai tirocinanti del corso di formazione in medicina generale (“quali precauzioni devo adottare per ospitare un parente in casa? ci sono dei farmaci che possono agevolare la convalescenza?”) oppure semplici indicazioni per orientarsi nella gestione amministrativa della situazione (“chi posso contattare per poter accompagnare una parente per una terapia salva vita? mio figlio deve rientrare dagli USA, cosa deve fare una volta arrivato a Bergamo?”) fino a dubbi di carattere quotidiano (“è aperta la discarica del tal comune?”).

I casi affrontati ogni giorno, oltre 31.000 con punte di oltre 500 casi giornalieri verso la metà di marzo, hanno impegnato anche volontari (studenti di medicina, infermieri e assistenti socio sanitari, consulenti aziendali) accorsi a dare una mano per mantenere in funzione un riferimento costante (7 giorni su 7, dalle 8 alle 20) e importante in questo doloroso momento per i cittadini bergamaschi.

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