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Urgnano, sit in di protesta dei commercianti che stendono un decalogo Covid fotogallery

Il grido silenzioso dei commercianti di Urgnano, che nella serata di martedì 28 aprile hanno deciso di riaccendere le luci delle loro attività per un solo istante, tutti insieme all’unisono per scattare una fotografia che resterà indelebile nella memoria di tutti.

“O arrivano degli aiuti concreti oppure le nostre serrande non si alzeranno mai più e i nostri amati paesi vivranno in un perenne lockdown”.

Questo il grido silenzioso dei commercianti di Urgnano, che nella serata di martedì 28 aprile hanno deciso di riaccendere le luci delle loro attività per un solo istante, tutti insieme all’unisono per scattare una fotografia che resterà indelebile nella memoria di tutti.

“Adesso siamo stanchi di sentirci dire che andrà tutto bene, che per la salute di tutti è meglio posticipare le aperture, che bar, ristoranti, estetiste e parrucchiere riapriranno a giugno! – scrivono in una nota -. È come pensate che possiamo riaprire, indebitandoci ulteriormente? Il nostro settore non è più un settore prospero e florido come ai bei tempi, il nostro settore
è fatto di onesti lavoratori che hanno ipotecato la loro casa per provare a fare il lavoro che amano. È un settore di grandi sacrifici, di giornate da 16 ore, di pensieri e di preoccupazioni già prima del coronavirus, badate bene. Vogliamo lanciare un ultimo grido disperato, abbiamo bisogno di un sostegno economico concreto”.

“Nel giorno della fatidica riapertura dovremmo dotarci dei dispositivi di protezione obbligatori (non abbiamo ancora idea di quali saranno) ma dove troveremo i soldi per acquistarli dato che non avremo entrate da tre mesi? Dovremmo attrezzarci per le consegne a domicilio per adeguarci ad un mercato completamente stravolto, ma con quali mezzi? Chiediamo che anche i negozi di parrucchiere ed estetiste possano riaprire con gli altri, applicando i tanto attesi vademecum di sicurezza. Ma soprattutto chiediamo certezze per il futuro, ne abbiamo fin sopra i capelli di sentir parlare di banche e di debiti, noi le tasse le paghiamo al governo e dal governo adesso vogliamo assistenza economica”.

La protesta dei commercianti di Urgnano

Abbiamo stilato il nostro covid-decalogo
1. contributi a fondo perduto per acquisto Dpi obbligatori;
2. contributi a fondo perduto per sanificazione ambienti;
3. contributi a fondo perduto per adeguamento locali (dispenser, divisori in plexigas etc);
4. contributi a fondo perduto per adeguamento manuale di autocontrollo;
5. contributi i fondo perduto per Conversione azienda al delivery (mezzi di trasporto, sito, e-commerce, comunicazione social);
6. Buoni carburante per le consegne;
7. Ammortizzatori ed incentivi per chi non licenza e/o assume dipendenti;
8. Reintroduzione dei voucher;
9. Eliminazione delle spese per oneri di sistema dell’energia elettrica che incide per circa il 50% delle bollette;
10. Per le amministrazioni comunali: stralcio delle imposte per la pubblicità, revisione aliquote della Tari, esenzione dal pagamento dell’occupazione del suolo pubblico;

La protesta dei commercianti di Urgnano

Lista nominativi in foto
Da sinistra a destra e dall’alto verso il basso:
1- Maison Alor centro estetico
2- Pasticceria San Marco
3- Bar Dolce Vita
4- Tocco Fatato centro estetico
5- Ristorante Quadrifoglio
6- Nice Shot Art studio fotografico
7- Bar Nuova Rotonda
8- A.P.E. Elettrica
9- Sirtoli ferramenta
10- Centro Bellezza Samuela
11- Ristorante Peperoncino
12- Manouches Tattoo
13- Questione di Stile hair & spa
14- Ristorante Vicolo Antico
15- Amici per il pelo
16- Centro estetico Anna
Un Ringraziamento speciale a Nice Shot Art per le foto

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