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Nel collegio sindacale Eni entra Ceribelli, in prima linea nella lotta alla corruzione - BergamoNews
La commercialista di caprino

Nel collegio sindacale Eni entra Ceribelli, in prima linea nella lotta alla corruzione

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) ha depositato la lista per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del gruppo Eni in vista dell'assemblea degli azionisti convocata per mercoledì 13 maggio.

Giovanna Ceribelli, la 71enne di Caprino Bergamasco laureatasi alla Bocconi e dottore commercialista dal 1981, “rompiscatole per professione” come lei stessa ama definirsi, entra nel consiglio sindacale dell’Eni mentre alla guida della multinazionale petrolifera viene confermato, per la terza volta consecutiva, Claudio Descalzi.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha depositato la lista per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del gruppo Eni in vista dell’assemblea degli azionisti convocata per mercoledì 13 maggio. Il dicastero possiede infatti una partecipazione diretta del 4,34% nel gruppo energetico milanese più un ulteriore 25,76% attraverso Cassa Depositi e Prestito.

Negli ultimi anni il nome di Giovanna Ceribelli, considerata punta di diamante della lotta alla corruzione in Lombardia, è legato all’inchiesta “Smile” scoppiata per una denuncia alla Procura di Monza della stessa commercialista bergamasca con l’incarico, al tempo, di revisore dei conti presso l’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate. Ceribelli alzò il velo sulle anomalie del sistema degli appalti nell’odontoiatria lombarda che portarono all’arresto dell’allora presidente della commissione Sanità della Regione Lombardia, Fabio Rizzi, e di Maria Paola Canegrati, soprannominata “Lady dentiera“.

Regista della nomina di Ceribelli nel collegio sindacale di Eni – secondo il Corriere della Sera – è stato il vice ministro dello sviluppo Stefano Buffagni che da tempo nutre stima e ammirazione nei confronti della commmercialista di Caprino. In un post del 2016 Buffagni, al tempo capogruppo del M5S Lombardia, che invocava un potenziamento del Comitato regionale trasparenza appalti e la presidenza alla Ceribelli, scriveva: “È inutile che Maroni invochi ogni volta che arrestano uno dei suoi Cantone per le verifiche sugli appalti in Lombardia. Abbiamo già il Comitato regionale per la trasparenza sugli appalti: va reso operativo in modo che diventi un’autority regionale anticorruzione. Il Comitato deve essere indipendente e avere una struttura adeguata. La presidenza va affidata senza indugi a Giovanna Ceribelli, la commercialista che ha scoperchiato il caso delle mazzette leghiste. Alla Ceribelli va anche dato un riconoscimento: la società ha bisogno di esempi virtuosi da seguire”.

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