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Titolare di Nordauto e pilota dell’Aero Club: il Covid porta via Carlo Corazza

Dopo la positività di fine marzo, a metà aprile era risultato negativo e sembrava aver sconfitto il virus. La figlia Manuela: "Papà era un vero altruista"

Sorridente a bordo del suo amato velivolo e sullo sfondo le montagne bergamasche. Una delle ultime foto inquadra alla perfezione chi era Carlo Corazza, morto a 87 anni per Covid 19, conosciuto a Bergamo oltre che per la passione per il volo anche per la sua concessionaria Nordauto di viale Pirovano.

Si è spento martedì mattina nel suo letto del reparto di Medicina dell’ospedale Bolognini di Seriate, dove era stato ricoverato il 30 marzo per una polmonite acuta da coronavirus. Dopo una prima positività, i tamponi di metà aprile avevano rilevato la negatività e le condizioni di Corazza sembrava stessero tornando normali.

Invece il virus ha proseguito il suo corso e la situazione in poche ore è precipitata. Due giorni di coma, poi un nuovo miglioramento e infine le carenze respiratorie che portano i medici e decidere di mettergli Cpap, il casco per la respirazione. L’uomo si riprende, telefona ai figli e appare sereno. Fino al tragico epilogo di martedì mattina alle 7.

L’87 enne (compiuti il 31 marzo) lascia nel dolore la moglie Carla con la quale abitava a Seriate, oltre ai quattro figli Marina, Roberto, Nicoletta e Manuela, che lo ricorda commossa: “Papà era altruista e se poteva fare del bene a qualcuno dava tutto se stesso. Era molto legato a noi, ma pure al suo aereo. Lo definiva il suo bambino o, per scherzare con mia madre, il suo primo amore”.

Corazza a 30 anni aveva preso il brevetto da pilota e aveva fondato la Air Fab Srl. Trasportava all’estero personaggi importanti dell’imprenditoria italiana, come Maffeis dei Benetton.

Era iscritto da una vita all’Aero Club Guido Taramelli di Orio al Serio presieduto da Guido Guidi e fino agli ultimi tempi passava ore a lucidare il suo Cessna I-FFAZ.

Il socio Marco Ghisalberti l’ha voluto ricordare con un post sulla pagina Facebook del gruppo:

Essere dei pilastri o dei simboli non è facile.
Carlo Corazza era pilota “dentro” anche quando non volava.
Sufficientemente “pazzo” come tutti i piloti ma con un grande cuore e un senso di appartenenza al Club non comune.
Era facile incontrarlo la domenica sera a giocare a carte al Club o mentre faceva manutenzione al Cessna 310 che conosceva meglio delle sue tasche.
Un pilota “burbero “ ma un grande pilota.
Arrivederci Carlo…..felici atterraggi.

Ma i bergamaschi ricordano Carlo Corazza soprattutto per essere stato il titolare della storica concessionaria Kia Nordauto nei pressi del cimitero Monumentale. L’aveva ereditata dal papà Stefano e poi lasciata al figlio Roberto, ma fino a prima del lockdown aveva continuato a dare una mano, con lo spirito di sempre, che solo il coronavirus è riuscito ad abbattere.

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