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Studenti su Instagram all’Unibg: “Servizi ridotti, riducete le tasse”

Commenti critici degli iscritti a un post dell'Ateneo

Nella giornata di venerdì 24 aprile, l’Università di Bergamo è stata oggetto di alcuni commenti critici scritti dagli studenti sotto un post pubblicato sulla pagina Instagram. Precisamente a corredo di una frase  scritta dallo stesso ateneo sotto il post in questione: “Anche Unibg aderisce all’iniziativa della CRUI #viciniadistanza, perché l’università non si è fermata, e ha continuato ad essere una comunità presente nonostante le distanze ⁠(…)”.

“Sì, talmente presente che è più di un mese che non si sa niente degli esami della sessione straordinaria di ingegneria o meglio, metà sono stati fatti e metà sono spariti nel nulla”. Oppure “Le tasse vanno pagate e non si discute, concordo su questo, ma in un momento del genere mi aspettavo un briciolo di umanità, quella che leggevo anche tra le righe delle e-mail inviate dal Rettore, tra perdite di persone care e di lavoro, in un momento di estrema difficoltà come questo per tutto il mondo e specialmente proprio nella zona di Bergamo speravo in una riduzione, non di non pagarla, una riduzione anche solo del 20% che può essere significativa per una famiglia o uno studente autonomo in un momento del genere di difficoltà. Perché a parole tutto bello ma poi i fatti? Noi studenti non stiamo usufruendo di tutto il pacchetto di servizi come quando concretamente stiamo tra le aule universitarie ed è giusto pagare l’importo intero? Secondo me e molti altri no.”

Il nuovo motto fra gli studenti era proprio “abbracci a distanza”, gli stessi che il Rettore, attraverso le sue email, cercava di diffondere in tutta la sua comunità universitaria. È evidente come gli studenti chiedano un aiuto concreto, non solo fatto da lezioni e esami online, ma con un servizio veramente completo oppure, se ciò non fosse possibile, si chiede la riduzione della  tassa di maggio. riguardo a questa Unibg aveva già dichiarato che la tassa si sarebbe potuta pagare in due rate (invece che in un’unica), ma i ragazzi fanno i conti col servizio che hanno ricevuto negli ultimi mesi.

“Noi a Ingegneria ci siamo trovati con un sacco di esami cancellati. Non sappiamo ancora nulla sulla sessione estiva, date e neanche modalità d’esame. Se devo pagare per guardare i video online e comprarmi da solo il libro da studiare (da autodidatta), non mi serve l’università. L’unico motivo perché paghiamo le tasse è per poter entrare agli esami e ottenere i CFU riconosciuti. Le aule sono vuote. I servizi non sono usufruiti. L’università sta risparmiando un sacco di soldi in questi mesi. L’istruzione universitaria è pubblica ed è aperta a tutti. Chiunque senza pagare può frequentare le lezioni, gratuitamente, per legge. Se uno volesse conseguire i CFU entrando agli esami (e/o una laurea), deve o pagare le tasse d’iscrizione o quelle per gli esami singoli. Quindi si paga la possibilità di entrare in esami e riconoscere de jure il superamento di essi. In questo momento tutti stiamo riscontrando difficoltà. Ma più di tutti a perdere siamo noi studenti di ingegneria, che dobbiamo pagare per qualcosa che non stiamo ricevendo. Gli esami con esercizi di calcolo non si possono convertire facilmente in orali su skype. E se non trovano un modo per farci fare gli esami: niente esami, niente tasse”.

È bene chiarire che nessuno si aspettava una eliminazione della tassa, bensì un suo adattamento con una riduzione dell’importo per ogni studente, nessuno escluso. L’università di Bergamo ha lavorato per permettere ai ragazzi di poter continuare con gli studi attraverso le lezioni online, e in alcuni casi anche di poter effettuare gli esami. Diversi studenti sono riusciti a laurearsi per via telematica e questo ha permesso un proseguimento della vita accademica. Nessuno può certamente affermare che l’ateneo di Bergamo non si sia mosso, ma forse, ascoltando le parole degli studenti, qualche problema c’è stato ed è presente tuttora, ciononostante i ragazzi e le loro famiglie sono portate a dover pagare totalmente la tassa, senza nessuna riduzione in vista, almeno per ora.

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