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Conte, fase 2: il 4 maggio aziende aperte; si può far visita ai parenti con mascherina

Il presidente del Consiglio ha parlato alla Nazione nella serata di domenica 26 aprile: "Se ami l'Italia mantieni le distanze, se la curva risale chiuderemo i rubinetti".

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Giuseppe Conte ha parlato alla Nazione nella serata di domenica 26 aprile, per dare il via alla Fase 2 dell’emergenza.

Il suo discorso.

Inizia la fase 2, grazie ai sacrifici fatti fin qui stiamo riuscendo a contenere la pandemia. Grande risultato se pensiamo che nella fase acuta pensavamo stesse sfuggendo al controllo.

Avete manifestato tutti grande forza e coraggio, da Nord a Sud: ora inizia per tutti la fase di convivenza col virus. In questa fase la curva potrà risalire, in alcune aree del paese: questo rischio c’è, dobbiamo affrontarlo con metodo e rigore. Sarà ancora pi importante mantenere le distanze, il comportamento responsabile di ognuno di noi.

Se vuoi bene all’Italia devi evitare il rischio di diffusione: mai avvicinarsi, sempre ad almeno un metro di distanza. Anche nelle relazioni familiari bisogna stare attenti, rispettiamo questa precauzione. Scienziati ed esperti dicono che un contagiato su quattro è stato contagiato tra le relazioni familiari.

Vogliamo tutti che il Paese riparta ma l’unico modo è la distanza sociale: se non rispettiamo questo la curva risalirà e potrà andare fuori controllo, aumenteranno morti e avremo danni irreversibili per la nostra economia.

Se ami l’Italia mantieni le distanze.

Anche il Governo ha un compito specifico: vigilare costantemente che la curva sia sotto controllo e non risalga, intervenendo in modo tempestivo se l’andamento dovesse diventare critico.

Abbiamo predisposto un meccanismo per farlo e consentire l’intervento se dovesse sfiorare momenti critici: anche nei prossimi mesi ci aspetta una sfida molto complessa e mi rendo conto che molti di voi dopo settimane di rinunce vorrebbero un definitivo allentamento delle misure. Possiamo anche reagire negativamente, prendendocela con tutti; oppure possiamo scacciare rabbia e risentimenti e pensare a cosa ognuno può fare per risollevare questa nostra comunità e consentire una più rapida ripresa.

Tutti indistintamente nelle prossime settimane e mesi dobbiamo gettare le basi per la ripartenza del Paese, rimboccandoci le maniche, e il Governo farà la sua parte: servirà stagione intensa di riforme.

Il piano di rilancio partirà il 4 maggio, deve anche essere maturato dai cittadini per essere messo a frutto nel migliore dei modi.

Ci troveremo a convivere col virus, già sollecitato il commissario Arcuri per calmierare il prezzo delle mascherine perchè non vogliamo speculazioni: ci sarà prezzo equo per remunerare le imprese che producono e in più elimineremo completamente l’Iva in modo che non ci sia da pagare quella. Il prezzo sarà circa 0,50 per le mascherine chirurgiche.

In Europa fatto passo importante, il “recovery fund”: la reazione all’emergenze deve essere rapida e comune. Questo è strumento innovativo che offrirà ai Paesi più colpiti di percorrere strada più rapida nel segno della solidarietà. Ci siamo riusciti con lavoro di squadra con altri Paesi. Innegabile che l’Italia se non avesse posto con forza queste condizioni non avremmo mai ottenuto questo risultato storico e fondamentale. Dobbiamo esserne tutti orgogliosi: fatto un passo avanti ma ora dobbiamo andare a traguardo, tradurre la volontà chiara di introdurre questo strumento in una conferma in termini di lavoro tecnico che significherà riempire di consistenza economica, bilanciarlo bene ed evitare che si crei più debito pubblico. E soprattutto renderlo subito disponibile per i Paesi più colpiti.

Stiamo anche lavorando per le misure economiche: qualcuno è ancora insoddisfatto, ne siamo consapevoli, ma lo sforzo è stato straordinario. 109mila domande in più di reddito di cittadinanza, 78mila domande solo bonus babysitting. Abbiamo già liquidato 3,5 milioni di bonus da 600 euro. Questa mole di domande l’Inps la trattava in cinque anni, buona parte è stata evasa in un solo mese e quindi i ritardi sono comprensibili. Alcune Regioni devono ancora affrettarsi a far pervenire i flussi e attuare i decreti: attendiamo di completare il patrimonio informativo che permetterà l’erogazione.

Le imprese: non ripartiamo se non puntiamo su di loro. Sono allo studio gli interventi. Col decreto da 55 miliardi più aiuti concreti e fondi per autonomi, sostegni per categorie più fragili. Sperimentiamo possibilità di rinnovo del bonus 600 euro per chi ha già ricevuto. Più aiuti alle imprese: la nostra ripresa parte dal sostegno poderoso all’attività di impresa. NOn vogliamo avere più sussidiati ma più occupati. Sostegni a fondo perduto per imprese con meno di 10 imprese, tagli alle bollette. Non dimentichiamo settori come il turismo che non riuscirà a recuperare ai danni e ai pregiudizi: produce il 13-15% del nostro Pil, sicuramente avrà bisogno di robusta iniezione di fiducia e sostegno economico del governo. C’è tanto da fare, oltre a questo decreto ne stiamo preparando uno parallelo chiamato Sblocca-Paese. Ci stanno guardando a livello europeo e internazionale: mostrano sostegno e solidarietà e ammirazione per alcuni dei provvedimenti che abbiamo preso. Anche nella ripresa l’Italia potrà essere ammirata.

Veniamo al nuovo Dpcm: le misure entreranno in vigore per la maggior parte dal 4 maggio.

Fino al 18 maggio: conferma generalizzata delle misure di distanziamento, rimarranno spostamenti limitati all’interno della regione per motivi di salute, comprovate esigenze lavorative e di necessità, aggiungiamo possibilità di spostamenti mirati per far visita ai congiunti. Consapevoli che molti nuclei familiari sono stati separati: consentiamo visite mirate, fatte nel rispetto delle distanze con mascherine e con divieto di assembramento. Non stiamo dicendo via libera ai ritrovi di famiglia.

All’interno delle regioni consentiti spostamenti come ora: divieto di trasferirsi in regione diversa da quella attuale, tra regioni consentito solo trasferimento per lavoro, motivi di salute o urgenza.

Consentiamo rientro presso il domicilio.

Regola più stringente per coloro che hanno sintomatologia respiratoria e febbre sopra 37,5: devono rimanere a casa, non è più raccomandato, limitare contatti sociali, avvertire il medico.

Luoghi pubblici o privati, rimane divieto di assembramento. Sindaco può disporre chiusura di aree dove non si riesca ad assicurare sorveglianza.

Parchi e ville e giardini pubblici aperti: ma con misure contingentate e distanze. Sindaci possono scegliere di chiudere se non è possibile assicurare il rispetto di queste prescrizioni.

Attività sportive e motorie: rispettando distanza di almeno 2 metri per attività sportiva ci si può allontanare, attività motoria semplice distanza a un metro.
Consentite dal 4 maggio allenamenti degli atleti professionisti o riconosciuti di interesse nazionale dal Coni o federazioni: nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, a porte chiuse per sport individuali.

Cerimonie funebri: c’è stata fitta interlocuzione, scelto per l’apertura. Ha addolorato tutti dover assistere a morti senza cerimonie. Dal 4 consentite ma per massimo 15 congiunti, possibilmente funzione all’aperto con mascherina e rispetto del distanziamento sociale. Ringrazio anche la Cei e tutte le persone con sensibilità religiosa perchè stiamo parlando di diritto di culto.

Consentiamo anche maggiore attività: bar e ristoranti ora possono fare consegna a domicilio, dal 4 anche per quelle attività di ristorazione da asporto ma nessuno pensi di assembrarsi. Si entrerà uno alla volta e cibo si consumerà a casa e non davanti al posto di ristoro.

Dal 4 maggio riaprono costruzioni e tutta la manifattura e commercio all’ingrosso funzionale a queste due: consentita la riapertura col presupposto che tutte le aziende rispetteranno i protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro. Ne abbiamo sottoscritto uno più sofisticato il 24 aprile. Nuovo protocollo va recuperato subito: iniziate prima del 4 maggio le attività per mettere in sicurezza.

Anche per le aziende di trasporto: tutte si devono predisporre al rispetto delle prescrizioni.

Protocollo di sicurezza anche per tutelare salute dei lavoratori nei cantieri.

Con questa somma di protocolli ci avviamo ad allentare il lockdown per il 4 maggio: attenzione, però, perchè vogliamo tenere situazione sotto controllo. Le Regioni dovranno costantemente, giornalmente, fornirci dati sulla curva epidemiologica nei propri territori e sulle situazioni di adeguatezza dei presidi sanitari. Con questi dati potremo elaborare le situazioni critiche: indicheremo delle soglie sentinella, interverremo quando vedremo pericolo e chiuderemo il rubinetto. Non possiamo consentire che ci sfugga di mano: ci assumiamo il rischio riapertura ma con tutte precauzioni del caso.

Il 18 maggio in programma riapertura anche del commercio al dettaglio. Riapriremo mostre e biblioteche e allenamenti a squadre in campo sportivo.

L’1 giugno vorremmo aprire bar e ristorazione, parrucchieri, centri estetici e centri massaggi: ovviamente è programma differito a tappe, alcune attività richiedono contatto più stretto e ci prendiamo qualche giorno ancora per adottare altre cautele che comunicheremo per tempo affinchè gli interessati si possano mettere nelle condizioni di poter intervenire.

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