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Il primo 25 aprile senza Roberto Bruni, la figlia: "Metteva l'impermeabile del nonno deportato a Dachau" - BergamoNews
Il ricordo

Il primo 25 aprile senza Roberto Bruni, la figlia: “Metteva l’impermeabile del nonno deportato a Dachau”

"Se fossimo stati in una situazione normale, quest'anno l'avrei indossato io" racconta commossa Federica, che lavora come medico al Papa Giovanni

“Ricordo che qualsiasi clima ci fosse, mio papà il giorno del 25 aprile indossava sempre l’impermeabile del nonno, deportato con suo fratello nel campo di concentramento di Dachau”. Federica Bruni si emoziona ancora nel ricordare il padre Roberto, l’ex sindaco di Bergamo morto a 70 anni lo scorso 10 settembre.

La festa della Liberazione ha sempre avuto un significato particolare per lei e la sua famiglia. Il padre dell’ex Primo cittadino, Eugenio (avvocato come lui), e suo fratello Roberto durante la Seconda Guerra Mondiale furono deportati dai nazisti nel campo di concentramento di Dachau. Il primo riuscì a tornare a casa, il secondo invece si ammalò di tifo petecchiale e morì nel lager tedesco nel febbraio del 1945. Roberto, nato il primo aprile del 1949, ne ereditò il nome.

“Se fossimo stati in una situazione normale, quest’anno l’avrei indossato io quell’impermeabile – racconta Federica, che lavora come medico nel reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Papa Giovanni – . Mio papà ci teneva molto e da quando era venuto a mancare il nonno ogni anno lo portava fiero. Pur non mostrandolo in pubblico, era una persona molto affettiva”.

federica roberto Bruni

“Per noi questa non è mai stata una giornata fatta di retorica, ma di vera partecipazione – spiega – . Ricordo che per mio nonno, in particolare, era il giorno più atteso dell’anno. Una sorta di Capodanno. Oggi le loro mancanze sono acuite dal clima surreale che stiamo vivendo”, le sue parole commosse.

“Cosa avrebbe detto mio padre in questo momento? Non lo so, ma penso che se fosse stato ancora in Regione (nella sua carriera politica è stato anche consigliere al Pirellone, Ndr) non avrebbe risparmiato una critica, costruttiva e non strumentale, per la gestione dell’emergenza sanitaria”.

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