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Noi studenti dimenticati: continuiamo a pagare affitti e tasse come se fosse tutto normale

Che questo possa essere un appello, un grido d’aiuto perché molti di noi hanno perso non solo il lavoro ma ancor più sofferenti e addolorati amici e parenti.

C’è molta incertezza per quanto riguarda il mondo universitario; c’è molta indifferenza per tutte le spese che durante questa emergenza si devono sostenere comunque, indipendentemente da quello che sta accadendo là fuori nel mondo.

Parliamo di tasse: l’Università di Bergamo ha deciso di posticipare il pagamento a fine maggio e di offrire l’opportunità di effettuarlo tramite due rate. Ma siete sicuri che così facendo state aiutando gli studenti e le loro famiglie in questo momento di difficoltà? Nessuna riduzione d’importo? Noi non stiamo usufruendo di tutto il pacchetto di servizi e una riduzione dell’importo continueremo a richiederla a gran voce.

Vogliamo parlare degli abbonamenti non rimborsati, degli esami online non accessibili proprio a tutti e anche degli affitti da sostenere per chi è un fuorisede? Perché durante questa emergenza Coronavirus, molti hanno lasciato Bergamo e di conseguenza la propria stanza o casa è da mesi vuota.

Ad oggi non sono state prese misure per venire incontro a questa situazione, nessun intervento legislativo che regoli i contratti di affitto per studenti fuorisede e l’unico spiraglio di luce risiede nella bontà del proprietario; bisogna cercare di trovare un accordo, non sempre facile, perché difficilmente si ritornerà alla normalità.

Si parla di un possibile rientro a settembre, ma non abbiamo certezze; quel che sappiamo è che sicuramente si proseguirà con lezioni, esami e sessioni di laurea online ancora per un po’. Nel mentre è giusto continuare a pagare l’intero importo senza alcuna riduzione? È giusto non ricevere alcun aiuto?

Molti studenti si pagano gli studi lavorando, c’è chi ha la fortuna di avere l’appoggio e il sostengo anche di una famiglia, ma vista la situazione non è garantito che ci siano le risorse necessarie per far fronte a tutte le spese. Anche io faccio parte di quel gruppo di studenti, facevo la baby-sitter a Bergamo per ammortizzare le spese mentre ora mi ritrovo senza alcun reddito e a dover pagare una stanza che non utilizzo, le spese condominiali, le bollette, una tassa universitaria a fine maggio in base all’ISEE e tutto senza alcuna riduzione prevista.

La regione Sicilia ha stanziato un fondo per supportare le spese degli universitari più in difficoltà come anche le regioni della Toscana e del Lazio. Pian piano la voce si sta diffondendo anche grazie alle numerose petizioni lanciate online per la sospensione dei canoni di locazione rivolta agli studenti universitari fuorisede dimenticati dal decreto “Cura Italia”.

Riportiamo il testo della petizione che ha superato le 80 mila firme lanciata da Giovanni Feo, studente della Luiss “Guido Carli” di Roma:

“Chiediamo la sospensione dei canoni di locazione nei riguardi di tutti gli studenti universitari che sono dovuti rientrare nelle loro città e che, per impossibilità sopravvenuta a causa del grave stato di emergenza Covid-19, non potranno ritornare nei propri appartamenti in affitto fino a nuovo ordine”.

Chiediamo anche noi di poter avere una riduzione per la nostra tassa universitaria e per gli affitti di appartamenti non utilizzabili…non è nemmeno possibile sgomberare la propria stanza viste le restrizioni e dunque disdire i contratti.

Ci ritroviamo in una sorta di gabbia in cui arriva poca luce e ancora una volta ci sentiamo soli. Da fine febbraio la nostra vita universitaria è stata letteralmente stravolta; tra università chiuse e lezioni online, ci ritrovano in uno stato di incertezza e consapevoli che quello che stiamo vivendo resterà nella storia.

Che questo possa essere un appello, un grido d’aiuto perché molti di noi hanno perso non solo il lavoro ma ancor più sofferenti e addolorati amici e parenti.

Quello che ci auguriamo è di tornare tutti a Bergamo il più presto possibile, ma nel frattempo vorremmo essere anche maggiormente considerati, perché come tutti anche noi studenti e le nostre famiglie siamo in difficoltà: per favore non spezzateci le ali e aiutateci a credere ancora nei nostri sogni in questo momento di dolore e sofferenza.

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