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Celebra la messa con tredici fedeli e caccia i carabinieri: parroco multato

Le forze dell'ordine e il sindaco hanno fatto di tutto per fermare don Lino Viola, parroco di Gallignano frazione di Soncino. Che è riuscito, nonostante le esortazioni, a portare a termine la messa: "Non so se pagherò la sanzione"

Ha dell’incredibile quanto successo domenica 19 aprile a Gallignano, frazione di Soncino, dove don Lino Viola, noncurante delle restrizioni imposte dal decreto governativo per limitare il contagio da Covid-19, ha deciso di celebrare una messa consentendo a tredici fedeli di presenziare alla funzione in chiesa.

Appena il parroco ha cominciato a celebrare, in paese si sono diffuse le voci e nella chiesa di San Pietro Apostolo sono arrivati due carabinieri. Uno di questi si è avvicinato all’altare per fermare la messa scatenando l’ira di don Lino, che in diretta streaming (un fedele stava registrando la celebrazione) ha iniziato una discussione accesa con il rappresentante delle forze dell’ordine: “Scusate, io sto celebrando la messa” ha tuonato il parroco, che non ne ha voluto sapere né di indossare la mascherina che gli stava porgendo il carabiniere, né tanto meno di interrompere la funzione.

“Questo è un abuso di potere. Ho chiamato anche il sindaco… Siamo qui in tredici in un ambiente di 300 metri quadrati. Non c’è ressa. Tutti hanno la loro mascherina, io non tocco l’eucaristia perché uso le pinzette…” sono state le motivazioni date dal parroco ai carabinieri.

La messa è così proseguita, ma dopo l’omelia uno dei due rappresentanti delle forze dell’ordine è tornato sull’altare per far desistere don Lino (“La telecamera può riprendere, ma i fedeli devono uscire”), facendolo arrabbiare di nuovo: “Pagherò la multa, ma questo è un abuso di potere, è inconcepibile” la risposta secca del parroco.

Ha poi provato a intervenire anche il sindaco Gabriele Gallina, per telefono, ma pure a lui don Lino non ha voluto parlare: “Sto celebrando, il sindaco lo richiamerò dopo. Adesso non posso”.

È stato inutile ogni tentativo di fermare la messa domenicale di don Lino, che a un certo punto della funzione ha anche invitato i due carabinieri a uscire dalla chiesa: “Questo è un luogo sacro e questa un’invasione di potere. Il vostro dovere fatelo fuori, poi ne parleremo”.

La celebrazione è stata così portata “regolarmente” al termine, con tanto di comunione offerta ai fedeli (solo uno è andato a ricevere l’eucarestia).

I militari, applicando, la legge hanno contestato al religioso una violazione del DPCM in materia di emergenza sanitaria stilando un verbale da 280 euro. Dura la reazione di don Lino Viola: “È rispetto questo? Un carabiniere che interrompe una messa arrivando sull’altare? In una chiesa di 300 metri quadrati con dentro tredici persone, sei delle quali piangono un defunto? Dove siamo, nella Russia sovietica? Per adesso non pago. Prima scriverò al prefetto perché le modalità usate dai carabinieri sono inaccettabili e si deve sapere. Tra l’altro c’è un filmato che documenta tutti i fatti sul web”.

Quello di Soncino non sarebbe l’unico caso di sacerdote in rivolta contro il divieto di celebrare messa davanti ai fedeli: a Piacenza, infatti, un altro parroco ha detto messa con una ventina di fedeli. Qui, addirittura, pare che durante l’omelia siano state invitate le persone “ad andare in chiesa” e a “non pagare le multe”.

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