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“Grazie agli insegnanti, mantengono un legame tra studenti e comunità”

Punti di riferimento per i più piccoli alunni ma anche per i complicati adolescenti.  

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Paolo Scanzi sottolinea l’importanza degli insegnanti in questo difficile e lungo momento: il loro impegno mantiene un legame fondamentale per i più piccoli alunni ma anche per i complicati adolescenti.  

Egregia Redazione,

non posso che unirmi anche io al coro di tutti coloro che da più di un mese definiscono i Medici, gli Infermieri, gli OSS e gli ASA come degli eroi, degli “angeli”, dei “salvatori”… E mi auguro che, finito questo periodo così critico e doloroso, possa essere riconosciuta a queste figure una più alta professionalità con tutto ciò che ne consegue in termini economici e lavorativi.

Volevo però ringraziare pubblicamente anche un’altra categoria che in questo ultimo mese, dietro le quinte ma sempre presente, affrontando le difficoltà del momento si è messa “in gioco”: gli insegnanti e i professori.

Avendo due bambine che frequentano rispettivamente la scuola primaria e la scuola secondaria inferiore, ho potuto vedere con i miei occhi come hanno fronteggiato e risolto tutte quelle questioni e problematiche inerenti le “lezioni on line” che un Paese come il nostro non era assolutamente pronto a mettere in pratica.

Certo, non possiamo definirli eroi o “angeli” come quelle figure di cui ho detto, ma sicuramente punti di riferimento di tanti nostri figli/e, bambini/e e ragazzi/e.

Perché credo che la loro funzione primaria in questo momento non sia solo e tanto quella dell’insegnamento, dell’apprendimento di contenuti, di portare a termine in qualche modo l’anno scolastico in corso (con la consapevolezza che la “videoconferenza” è ben altra cosa rispetto ad una lezione in classe…), bensì quella di mantenere un legame tra gli studenti, di farli sentire assieme e ancora parte di una comunità in questo momento completamente disintegrata.

Soprattutto per i bambini più piccoli, ma anche per gli adolescenti, nella fase in cui viene detto esplicitamente che la “distanza sociale” è necessaria per combattere questo maledetto virus, trovare quotidianamente un momento in cui si sta assieme ai propri insegnanti, alle proprie maestre ai propri professori, ovvero ritrovare quella vita quotidiana che rappresentava l’assoluta normalità fino alla fine di Febbraio, anche se chiaramente artefatta e vissuta attraverso uno schermo, diventa essenziale.

Il ritrovarsi, lo stare assieme, il condividere regole e insegnamenti, il riconoscere il docente come la figura su cui tutti ruotano attorno aiuta moltissimo i bambini/e e i ragazzi/e a non perdere il senso della realtà e a pensare che al di là delle proprie mura domestiche esiste ancora “altro”, quell’ “altro” che prima o poi tornerà a riempire la vita di tutti.

Grazie quindi a tutti e a tutte quegli/quelle insegnanti che in questo momento continuano con passione ad essere punti di riferimento per i nostri figli.

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