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Dopo un mese di battaglia Alessandra cede al coronavirus: aveva 37 anni

Abitava a Brembate Sopra e soffriva di una malattia autoimmune. L'ultima carezza della madre e il grazie ai medici: "Hanno fatto il possibile"

Si chiamava Alessandra Averara, viveva a Brembate Sopra e aveva 37 anni. Un’altra giovane vittima del Coronavirus, mancata venerdì mattina all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dopo più di un mese di battaglia in terapia intensiva.

Alessandra soffriva di una patologia autoimmune. Esattamente come il papà Fernando e il fratello Manuel, aveva contratto il virus agli inizi di marzo. “Una ragazza genuina, squisita, con un bellissimo rapporto con la famiglia – la descrive don Alessandro Gipponi, suo cugino e parroco a Predore -. La malattia pregressa le impediva di lavorare, ma l’aiuto in casa non mancava mai”. Alla mamma, Anna, diceva spesso: “Dovrò andarmene prima io di te – confida il sacerdote – perché a causa della malattia non voleva essere di peso a nessuno. È stata profetica”.

Don Alessandro, a nome della famiglia, ringrazia i medici dell’ospedale di Bergamo per avere seguito Alessandra “con grande cura e attenzione. Tutti i giorni chiamavano i familiari per aggiornarli sulle sue condizioni di salute – racconta -. Un rapporto schietto, ma pregno di umanità. In un momento difficilissimo hanno trasmesso a tutti noi grande vicinanza e incoraggiamento”.

Tant’è che alla madre e al fratello – vista l’eccezionalità del caso e con tutte le precauzioni possibili – è stato concesso un ultimo saluto. “Sarà per il fatto che c’è stato un calo dei ricoveri e una conseguente minima tregua in corsia che hanno potuto raggiungerla e tenerle la mano mentre spirava – spiega don Alessandro -. Di questi tempi, per una madre, é una dolce carezza all’anima ferita”.

È di giovedì la notizia della scomparsa di un’altra giovane donna, Yaye Mai Diou, 31enne di origini senegalesi residente a Pontida, mancata il 21 marzo al Papa Giovanni: il coronavirus le ha impedito di vivere la gioia di dare alla luce il figlio che portava in grembo. L’8 aprile, invece, la comunità di Casnigo ha pianto Emiliano Perani, grafico pubblicitario con la passione per i viaggi e la fotografia, deceduto all’ospedale San Gerardo di Monza e strappato all’affetto dei suoi cari a soli 36 anni.

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