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Cologno al Serio: “A La Muratella arrivati i primi pazienti Covid” video

Al momento Cologno al Serio ha accolto 23 pazienti e presto dovrebbero arrivarne altri 25 giungendo a un totale di 48-50 persone

All’Antico Borgo La Muratella di Cologno al Serio sono arrivati i primi pazienti Covid. L’hotel è una delle strutture che ha dato la propria disponibilità a ospitare chi viene dimesso dall’ospedale dopo aver superato la fase acuta da Coronavirus ma è ancora infetto: alloggiando nell’albergo può trascorrere la quarantena evitando di contagiare i famigliari a casa.

pazienti a La Muratella

È una soluzione particolarmente utile per chi non avrebbe spazi sufficienti per rimanere isolato all’interno della propria abitazione ma anche perchè permette di sgravare la pressione sugli ospedali considerando che in questo periodo segnato dalla pandemia i posti scarseggiano.

A mettere a disposizione la struttura è stato Gianluca Marcucci, il Ceo di Bes Hotels, che sin dall’inizio dell’emergenza ha pensato di adibire a questo scopo le sue due strutture, La Muratella e Bes Hotel di Mozzo. “Al momento Cologno al Serio ha accolto 23 pazienti – spiega Marcucci – e presto dovrebbero arrivarne altri 25 giungendo a un totale di 48-50 persone. A Mozzo, invece, l’albergo ormai è al completo: sta ospitando 90 degenti su 98 camere. In prevalenza si tratta di uomini e il range dell’età è molto ampio: spazia dai 34 ai novant’anni”.

L’impatto emotivo è forte. Marcucci continua: “Mi sembra che le degenze stiano proseguendo bene, non si è verificato nessun caso di ricaduta e una persona è stata dimessa perchè è stato approvato un protocollo per cui avrebbe potuto spostarsi a casa per terminare il suo decorso. Lasciare l’ospedale ed essere accolti in hotel li aiuta anche dal punto di vista del morale e avvertono di aver superato la fase più difficile. I pazienti che arrivano qui sono in via di guarigione ma hanno sofferto tanto: le storie di ognuno sono davvero strazianti: c’è chi ha perso il compagno di una vita e chi ha un figlio ricoverato in ospedale e l’altro in quarantena. So che è in fase di studio un progetto di assistenza psicologica per supportarli: credo che verrà strutturato in tutti gli hotel che si sono resi disponibili per aiutare ad affrontare la pandemia. Allo stesso modo, va considerato che non è facile tenere le persone in quarantena a casa facendole rimanere nello stesso spazio per un periodo di tempo così lungo”.

In una fase delicata come quella che stiamo vivendo ora l’ospitalità degli hotel è un supporto importante. Spiegando come è nata l’idea, Marcucci afferma: “All’inizio dell’emergenza ho presentato il progetto alla Regione prevedendo l’utilizzo degli alberghi per alleggerire la pressione sugli ospedali: in passato sono stato un soccorritore e, anche sulla base di quella esperienza, ho proposto un piano che avrebbe potuto contribuire a far fronte alle esigenze del sistema sanitario. È stato preso in considerazione, sono state apportate alcune modifiche e Ats ha dato vita agli hotel Covid per accogliere i degenti che hanno superato la fase più critica. Sono molto contento perchè a me Bergamo ha dato tanto e mi ha fatto piacere restituire qualcosa al territorio bergamasco”.

Le necessità sono tante. Marcucci conclude: “La degenza dei pazienti è stata prolungata a 28 giorni e i malati che hanno la necessità di alloggio sono numerosi. Gestirle comporta diversi costi, dalla cooperativa alle utenze, e per quanto l’albergatore dia la disponibilità dell’hotel, le donazioni a sostengo dell’iniziativa sono fondamentali”.

Al momento le spese per questo tipo di progetti sono coperte sino a fine aprile: è importante che ognuno dia il proprio contributo attraverso le raccolte fondi dedicate.

Considerando l’elevato numero dei malati, infine, risulterebbe preziosa la disponibilità di altre strutture del territorio.

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