BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Autrice di “Vite a termine”, ora combatte il virus la dottoressa che ha sconfitto il cancro

Intervista a Milena Massari, adesso contro il Covid-19 dopo la sua battaglia raccontata nel libro e nel film, interpretato da Anna Galiena

Milena Massari, medico in carriera al Policlinico di Milano, viveva spensierata e avvolta dal calore dei suoi genitori, del fratello Vittorio, pure medico, e del suo Bruno. Di colpo l’autodiagnosi di un cancro: un linfoma non Hodgkin, molto aggressivo: e i giorni si inerpicano su un sentiero impervio. Sarà una lotta lunga nell’incertezza tra terapie allora molto pesanti (siamo negli anni ‘80), che mettono a dura prova il fisico. Una battaglia aspra e lunga, segnata anche dalla tragica morte del fratello in un incidente d’auto: la persona che più le era stato vicino anche con il suo bagaglio di esperienza specifica. Alla fine, guerra vinta: ma le ansie non si dissolvono come le nubi con il vento.

Giorni raccontati anche nel libro e nel film, interpretato da Anna Galiena: “Vite a termine”. La conversazione viaggia sul filo di questi pensieri e sentimenti.

Una che ha attraversato questo tunnel di dolore, con interrogativi cruciali, come si rapporta a questo tempo sospeso?

Un tumore quando viene scoperto ti procura un’ondata di paure, ma è conosciuto dalla medicina e dai medici. Qui non sai se ce la farai contro questo mostro ignoto. E poi un paziente oncologico ha comunque vicinanze di affetti e calore umano.

Chi entra in un ospedale adesso da contagiato si ritroverà in grande solitudine.

Può sperare solo nella pietà di medici e infermieri. Con le misure restrittive che sconvolgono la vita, gli affetti, le relazioni, questa pandemia che è anche enormemente affettiva provoca un cambiamento totale e un gelo.

Difficile, anzi impossibile prevedere quanto durerà questa vita perimetrata, con i molteplici limiti e l’inusuale convivenza con il silenzio.

L’essere blindati in casa permette però di riflettere, ascoltare, parlare con cognizione di causa, riconsiderare i torti ricevuti, amare con passione le persone che ci sono vicine.

milena massari

Entrata da agnostica come paziente, dopo non pochi tormenti e dubbi, ha confessato di aver ritrovato la fede…

Ho superato la forte angoscia che provavo decidendo di credere in Dio, un Padre che non ti abbandona e ti sostiene. Non l’ho fatto per paura, all’insegna del “non si sa mai”, ma con fede e con ragione. Mi misi nelle sue mani e aspettai che scendesse dalla scala di Giacobbe verso me per dirmi: “Non temere, sarò sempre con te”.

Un augurio di Pasqua con gli occhi e il cuore della Milena del 2020…

La Pasqua ci porti la fede in Gesù risorto, vivo, che cammina al nostro fianco come fece con i due discepoli smarriti di Emmaus e che sa far rifiorire il deserto in cui possiamo trovarci.

Quale messaggio si sente di rivolgere oggi ai suoi malati?

Certamente di speranza, come insegnò padre David Maria Turoldo nella sua lotta contro quello che chiamò “drago”. Dopo il temporale riappare sempre il sole. Passerà anche il coronavirus e ritornerà ad alzarsi l’aurora di una vita migliore. Il Signore con la sua Pasqua rovescia anche le lapidi delle nostre chiusure e ci fa scoprire che la vita è riuscita quando è vissuta per gli altri e con gli altri.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.