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Luca e i suoi ragazzi ogni sera regalano teglie di pizza a medici e carabinieri

Nonostante il calo di prenotazioni, la pizzeria di via Papa Leone XIII ha deciso di andare avanti e di fare pizza da regalare a chi è costretto a lavorare: "Per noi è un dovere morale"

“Da quando è iniziata l’emergenza abbiamo cominciato a regalare ogni sera teglie di pizza a personale medico negli ospedali, alle forze dell’ordine, e a chiunque è costretto a lavorare per far fronte a questa situazione”. Luca Carrara e suoi dipendenti della pizzeria “Da Luca” di via Papa Leone XIII a Bergamo si sono uniti così al treno della solidarietà che in queste settimane sta cercando di correre più veloce del Coronavirus.

pizza regalo Luca

Per farlo hanno scelto il piatto forte della casa, quella pizza alta che da quasi trent’anni delizia i palati di mezza città. “Prima del caos ogni sera avevamo un sacco di prenotazioni – racconta il titolare – ma a causa delle restrizioni per arginare il virus ora ne abbiamo molte meno. Ma invece che fermarci, abbiamo deciso di fare qualche sacrificio e di allietare a modo nostro le giornate di chi lavora per farci uscire da questo momento”.

pizza luca

Così dalle 18 in poi Luca con i suoi ragazzi Barbara Carrara, Giulio Leonardi, Ivan Sala Nesso e Liliana Campos, prepara teglie di pizza fumante che poi consegna gratuitamente a medici e infermieri nelle strutture sanitarie oppure alle forze dell’ordine dei vari corpi: “Li contattiamo e accordiamo l’orario. Cerchiamo di accontentare un po’ tutti. Ormai per noi è diventato un dovere morale, facciamo la nostra piccola parte in un periodo così buio”.

E la pizza è molto gradita, come dimostrano i tanti ringraziamenti pubblicati sulla pagina Facebook del locale:

Ma non solo pizza gratis perché gli stessi ragazzi e altri pony-pizza, Ivan Sala Nesso, Alberto Nani ed Enrico Corna, hanno deciso di devolvere i soldi ricevuti come mancia alle famiglie in difficoltà economica e che non riescono nemmeno a fare la spesa: “Sappiamo che è solo un piccolo contributo, ma lo facciamo con il cuore”.

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