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La denuncia: "Alla Fondazione Carisma 80 morti, infermieri lasciano” - BergamoNews
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La denuncia: “Alla Fondazione Carisma 80 morti, infermieri lasciano”

Dichiara Giulio Pennacchia, di Cisl Fp Bergamo: "Al 7 aprile i posti liberi erano 89"

“Spaventa la naturalezza con cui si danno i numeri sull’emergenza coronavirus. A marzo si contano 600 ospiti deceduti nelle case di riposo bergamasche. Cifra che aumenta se consideriamo anche i mesi precedenti e l’inizio di aprile. Uomini e donne morti nella confusione clinica imputata per comodo alla loro età. Nessun tampone eseguito per ordine della politica. Per timore dei risultati. Cosicché da questa incertezza imposta è nata l’epidemia che ha contagiato ospiti e personale”.

“Anche il Gleno (la Fondazione carisma di Bergamo) non è da meno – dichiara Giulio Pennacchia, di Cisl Fp Bergamo -: al 7 aprile i posti liberi erano 89. Tra le cause i ritardi di chi è preposto nelle scelte da adottare. E poi dispositivi di protezione individuale che non arrivano, che forse secondo alcuni non servono, che non vanno usati perché intimidiscono gli ospiti. Grazie alla tenacia sindacale, a ricerche e donazioni, si è riusciti a ottenere quanto spettante in termini di protezione”.

L’emergenza RSA, nell’emergenza Coronavirus, assume ogni giorno dimensioni e contorni sempre più inquietanti. Dalle morti degli ospiti, in continua ascesa, anche in proporzione sul totale dei decessi, ai mancati rifornimenti di dispositivi di sicurezza: ora il Gleno ha avviato la discussione sull’esubero del personale.

“I posti letto in meno determinano un minore introito economico e un relativo surplus di personale. Si comincia da educatori, animatori e fisioterapisti che se non riconvertiti dovranno essere collocati in cassa integrazione. Si aggiunge a ciò la carenza degli infermieri, i quali economicamente maltrattati migrano verso lidi più economicamente degni della loro professionalità”.

Solo negli ultimi giorni, sono state spedite lettere a 25 tra fisioterapisti, educatori e animatori chiedendo di dare la disponibilità a mansioni “diverse e accessorie”, in caso contrario si apriranno le porte della Cassa integrazione. Nel frattempo, una decina di infermieri ha preferito aderire al bando del Papa Giovanni per un posto a tempo determinato ma meglio pagato, impoverendo ulteriormente la professionalità della struttura.

La replica

Il presidente della Fondazione Carisma di Bergamo, Miro Radici, e il direttore generale Fabrizio Lazzarini replicano alle dichiarazioni della FP Cisl.

“La nostra Fondazione sta assistendo i propri ospiti nel pieno delle proprie possibilità.

L’emergenza è stata gestita garantendo livelli adeguati di assistenza.
La Fondazione non ha ad oggi fatto ricorso a riduzioni di personale o cassa integrazione.
La Fondazione non ha sofferto particolari difficoltà legate all’assenza di personale infermieristico, subito sostituito stante l’improvvisa accelerazione delle procedure di reclutamento di personale sanitario da parte delle strutture pubbliche.
In nessun modo strutturale, l’emergenza in atto ha intaccato l’operatività della Fondazione e il livello dell’assistenza prestata ai suoi ospiti.
Lodevole la scelta di offrire la possibilità di impieghi alternativi al personale, fisioterapisti ed educatori, a sostegno dell’assistenza degli ospiti, stante le disposizioni istituzionali di chiusura delle attività riabilitative, ambulatoriali e dei centri diurni integrati.
Il tasso di mortalità registrato nel mese di marzo, pure elevato rispetto al mese dell’anno precedente, risulta inferiore a quello cittadino e provinciale.
La Fondazione ha sempre assegnato i dispositivi di protezione individuali, e individuato gli addetti necessitanti di esserne muniti, attenendosi alle linee guida sanitarie internazionali (OMS) e nazionali (Ministero della Salute), che per molto tempo, e ancora oggi per particolari DPI come le ormai famigerate FFP2/FFP3, non hanno previsto l’utilizzo generalizzato di essi da parte di tutti gli addetti di strutture come la nostra”.

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