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Stroncato dal virus a 36 anni, “dedichiamo a Perro il ‘suo’ campo da basket”

La petizione degli amici rivolta al sindaco: "Un piccolo gesto che può valere molto per la nostra comunità, ogni canestro sarà in nome suo"

Non solo i viaggi e la fotografia. Tra le grandi passioni di Emiliano Perani, il grafico 36enne di Casnigo stroncato dal coronavirus, c’era anche il basket che spesso praticava al campetto del paese, d’estate, insieme agli amici di sempre. Gli stessi che hanno lanciato una petizione su Change.org per dedicarglielo (guarda qui).

“Quello che chiediamo al comune e al sindaco è di commemorarlo attraverso la dedica del suo, nostro campetto di basket – si legge -. Un piccolo gesto che può valere molto per tutta la comunità del paese e non solo. Un pezzo di Emi sarà sempre dentro di noi, ma se ogni volta che torneremo al campo vedremo la scritta “Parco giochi in memoria di Emiliano Perani”, sapremo che la sua lotta è valsa qualcosa, che ogni canestro fatto sarà fatto in nome suo”.

La petizione, lanciata da Giorgio Capponi, ha raccolto in poche ore oltre 700 firme. “Valuteremo questa possibilità appena verrà presentata e sulla base delle normative vigenti” commenta il sindaco Enzo Poli.

La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Casnigo. Emiliano Perani – per tutti ‘Perro ‘ si è spento mercoledì 8 aprile all’ospedale San Gerardo di Monza, dov’era ricoverato da quattro settimane. Tra i messaggi di cordoglio più toccanti quello di un infermiere della struttura: “Ciao Emi, io e te non ci siamo conosciuti. Anzi, io ho conosciuto te. Sono stato con te ogni giorno per 12 ore. Ogni mattina mi avvicinavo a te e oltre a darti il buongiorno ti ripetevo sempre la solita frase… Forza Emi, reagisci, non vorrai mica darla vinta a lui. Tu non rispondevi ma capivo che stavi lottando con tutto te stesso e l’hai fatto fino alla fine… Quando ti ho salutato con le lacrime che scendevano attraverso la mascherina, ho pensato che se ne vanno sempre i migliori. E tu eri uno di questi. Fai buon viaggio, ti porterò per sempre dentro di me”.

Le persone che lo conoscevano descrivevano Emiliano come uno spirito libero, creativo. Un ragazzo esuberante che godeva di ottima salute. In un sito aveva raccolto i reportage di un lungo viaggio in Sud America: sette mesi on the road con la compagna facendo l’autostop e spostandosi con i mezzi pubblici tra Bolivia, Perù, Ecuador, Argentina e Cile. Lascia nel dolore la sorella Stefania e i genitori Lucia e Adriano.

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