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Ospedale alla Fiera, il quadro con le firme dei volontari che l’hanno realizzato fotogallery video

L'idea di Fabrizio Colombi, uno degli artigiani che ha prestato la sua opera e ha dormito lì per dieci giorni: "Volevo un ricordo di un gruppo fantastico. Quando abbiamo finito i lavori siamo scoppiati a piangere"

“Grazie amici”, si legge sopra il poster raffigurante Bergamo sul quale ognuno dei volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’ospedale da campo alla Fiera ha lasciato la sua firma.

Un sacco di nomi, impossibili da quantificare, che fanno da contorno alla scritta diventata un motto in questi giorni, “Berghem, mola mia”. Sullo sfondo un cielo azzurro che illumina la nostra città e con essa la struttura che, ultimata in tempi record, ha già iniziato a ricevere i primi pazienti Covid.

L’idea del poster è venuta a Fabrizio Colombi, uno degli artigiani che ha prestato la sua opera per completare il progetto all’interno dei padiglioni di via Lunga: “Volevo avere un ricordo di questa emozionante esperienza – racconta il 40enne di Pradalunga – e dei ragazzi che l’hanno condivisa con me. Non è stato solo un gruppo di lavoro, siamo diventati amici e ammetto che salutarli dopo quasi due settimane insieme non è stato facile. E ci è scappata pure qualche lacrimuccia”.

quadro volontari fiera

Un periodo vissuto ancora più intensamente da Fabrizio, che con Enzo Zanchi e Nicola Cattaneo (quello con indosso sempre la maglia della Curva Nord atalantina), durante i lavori ha deciso di fermarsi a dormire non lontano dalla Fiera, in una stanza della vicina Caserma “Aeroporto Locatelli” Terzo Reggimento AVES “Aquila”: “Ringrazio per l’ospitalità che ci hanno offerto – prosegue – . Abbiamo scelto di soggiornare lì in modo da poter terminare di lavorare più tardi la sera e iniziare prima la mattina. Non c’era tempo da perdere e dovevamo completare la costruzione il prima possibile”.

Così, finiti tutti gli interventi in meno di dieci giorni, da lunedì l’ospedale è stato aperto e ha potuto accogliere i primi quattro pazienti. Sono 142 in totale i posti disponibili, di cui la metà riservati alla terapia intensiva. Una boccata d’ossigeno per gli ospedali bergamaschi, ottenuta grazie solo alla solidarietà di questo gruppo di volontari, diventati amici.

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