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Effetto Coronavirus: “Boom di congedi parentali, reversibilità e disoccupazione”

Rosa Gelsomino, presidente provinciale del patronato Acli Bergamo, spiega le richieste più frequenti in questo periodo segnate dal Covid-19

I telefoni del patronato stanno squillando senza sosta. In ottemperanza alle regole anti-contagio in questo periodo segnato dalla pandemia del Coronavirus non si svolgono gli appuntamenti di persona, ma gli operatori lavorano da casa senza fermarsi.

Sono tantissime le persone che necessitano di aprire pratiche e ricevere informazioni: in modo particolare registrano un boom dei congedi parentali e delle domande di reversibilità, ma sono aumentate anche le richieste per accedere all’indennità di disoccupazione NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), anche se con ogni probabilità la crescita è contenuta dal blocco dei licenziamenti disposto in questo periodo.

Rosa Gelsomino, presidente provinciale del patronato Acli Bergamo, spiega: “A seguito della chiusura degli sportelli e delle sedi territoriali l’attività di patronato per certi versi ha ridotto il servizio tradizionale perché ci ha costretto ad annullare gli appuntamenti che avevamo già prenotato da tempo. Abbiamo però notato che, modificata la modalità di ricezione delle pratiche, quindi non più con appuntamento in sede ma mediante recapito telefonico e a mezzo e-mail, le persone si sono ‘adattate’ e, sebbene a volte con qualche difficoltà, si avvalgono del patronato per rispondere alle esigenze che non possono essere rinviate. Mediamente il sistema dei servizi Acli riceve circa 750 telefonate al giorno non solo per aprire delle pratiche ma anche per chiedere informazioni”.

Analizzando i dati delle operazioni dell’ultimo mese e confrontandole con quelle dello stesso periodo dell’anno scorso, notiamo delle differenze. Rosa Gelsomino rileva: “Le pratiche aperte per congedi parentali (periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita), nel solo mese di marzo 2020 sono superiori a 100 mentre per l’intero anno 2019 sono state poco più di 150. Le domande di reversibilità presentate a marzo sono superiori a 120 e ve ne sono decine ancora in sospeso perchè devono consegnare la documentazione bancaria che gli utenti faticano a recuperare in questo periodo. A marzo 2019, complessivamente, le pensioni di reversibilità presentate sono state poco più della metà di quelle completate a marzo 2020″.

Altro dato rilevante è quello delle domande di NASPI/disoccupazione. La presidente Gelsomino evidenzia: “A marzo 2020 sono state 180 mentre a marzo 2019 poco meno di 100. Sono certamente in aumento, perché sono pur sempre quasi il doppio rispetto a quelle del marzo 2019, ma assai probabilmente il numero è contenuto anche per il blocco dei licenziamenti disposto in questo periodo”.

Tra le urgenze ci sono le problematiche delle partite Iva: “Il patronato – annota Rosa Gelsomino – ha avuto grosse difficoltà nella presentazione delle domande di riconoscimento dell’indennità dei 600 euro per marzo, per i noti problemi al sistema Inps”.

Completando la panoramica sulla stretta attualità, la presidente fornisce un’altra informazione importante: “Ricordo che potranno rivolgersi al patronato coloro che vorranno presentare domanda di infortunio per contagio da Coronavirus, che rientra tra le prestazioni INAIL per disposizione del DL Cura Italia”.

Infine, c’è un altro aspetto da considerare: gli operatori stanno mantenendo i rapporti con le persone mediante gli appuntamenti telefonici ma il patronato aveva diversi volontari sui territori, che sono sempre stati chiamati “promotori sociali”, e che erano importanti nella tenuta delle reti di solidarietà e di legame in particolare tra i più anziani nei vari paesi. Rosa Gelsomino conclude: “Per ragioni di tutela loro e della comunità, abbiamo dovuto chiedere a tutti i nostri volontari di astenersi dal prestare la loro opera volontaria. Spero che quando sarà terminata la pandemia quel patrimonio importante non si disperda ma trovi ancora modo di generare solidarietà e vicinanza nelle comunità verso le persone che più hanno bisogno di aiuto e di tutela, una presenza che nessun servizio tecnologico, pur avanzato che sia, potrà sostituire”.

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