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Dai capispalla alle mascherine: Confezioni Tomè al servizio della comunità

“In questa situazione di emergenza e criticità abbiamo deciso di convertire, momentaneamente, la nostra linea di produzione per la realizzazione di mascherine - ha spiegato Marco Valota, 35 anni, imprenditore, responsabile della produzione di Confezioni Tomè - Alla luce della richiesta crescente di questo prodotto"

Convertire la propria produzione per aiutare a fronteggiare l’emergenza coronavirus: con questa determinazione, Confezioni Tomè, piccola azienda artigiana bergamasca (con sede a Bagnatica), da 34 anni impegnata nella produzione di capispalla per l’alta moda, ha deciso di mettersi a servizio della comunità per la produzione di mascherine filtranti in cotone, totalmente lavabili e riutilizzabili.

“In questa situazione di emergenza e criticità abbiamo deciso di convertire, momentaneamente, la nostra linea di produzione per la realizzazione di mascherine – ha spiegato Marco Valota, 35 anni, imprenditore, responsabile della produzione di Confezioni Tomè – Alla luce di una richiesta crescente di questa tipologia di prodotto la nostra azienda ha sentito il dovere di mettersi a disposizione della comunità”.

È emblematico come proprio da Bergamo, epicentro italiano dell’epidemia di Covid-19, sia così alta la voglia di rinascita e riscatto ma soprattutto di solidarietà. “Abbiamo messo a disposizione del nostro Paese quello che sapevamo fare, ovvero cucire – continua Valota – In questo momento drammatico volevamo provare anche noi a dare il nostro contributo”

Lasciati i tessuti pregiati che sono soliti utilizzare per confezionare abiti per le principali case di moda internazionali, questa piccola azienda, che conta 16 dipendenti, tutte cucitrici altamente specializzate per la produzione di capispalla esclusivi, il 13 marzo ha iniziato a tagliare piccoli quadrati di cotone bianco, da cui in poche ore nasce una semplice mascherina filtrante (non configurabile come DM o DPI).

“Il nostro pensiero è andato subito alle persone che sono a casa e che, in preda al panico, hanno affollato farmacie e supermercati alla ricerca di mascherine, nella speranza di accaparrarsi un qualsiasi oggetto che potesse proteggerli dal contagio. – continua Valota – Abbiamo quindi deciso di lasciare alle grandi aziende italiane, con capacità produttiva nettamente maggiore rispetto alla nostra, la realizzazione di mascherine chirurgiche per ospedali e case di cura, rifornendo così le farmacie italiane, prima vero presidio della salute per le nostre comunità.”

In totale spirito di servizio, Confezioni Tomè ha esposto agli esercenti un prezzo di sola copertura dei costi di produzione, chiedendo ai farmacisti di fare lo stesso nella vendita al consumatore finale.

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“Da giovane imprenditore di questa terra, messa così a dura prova dall’epidemia, vorrei innanzitutto ringraziare i miei collaboratori che hanno deciso di impegnarsi in prima linea con noi in questa avventura ma anche tutta la rete dei fornitori italiani e associazioni di categoria, che si sono mossi, come una vera squadra, per darci una mano a reperire i materiali, assicurare le consegne e gestire la parte organizzativa e burocratica. – conclude Valota – Mi sento, però, di chiedere di non dimenticarsi di noi, le piccole aziende italiane che fanno battere il cuore produttivo, ed economico, del nostro Paese. Mi piacerebbe, quando tutto questo sarà finito, che ci si ricordasse delle tante realtà italiane che si sono rese disponibili immediatamente per dare una mano al proprio paese, tutelandole, almeno in segno di ringraziamento, per quello che hanno fatto e faranno per l’Italia intera”

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