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Ospedale da campo, superata la prova dei test: attesi in giornata i primi pazienti

Un manichino ha impersonato il primo paziente nella delicata fase delle simulazioni. Il direttore sanitario del Papa Giovanni: "Partiremo con prudenza, la sicurezza è la nostra priorità"

Un manichino ha impersonato il primo paziente del presidio ospedaliero alla Fiera di Bergamo, nella delicata fase di simulazioni di sabato pomeriggio. L’arrivo in ambulanza, il triage con l’identificazione del malato, i controlli ematici e radiologici, il trasporto nella shock room viste le gravi difficoltà respiratorie: una prova generale per l’arrivo dei veri pazienti, atteso per la giornata di lunedì 6 aprile.

Il test è andato bene nella tempistica (8 minuti per il trasporto delle provette al Papa Giovanni, 15 per analizzarle, il referto radiologico da remoto in tempo reale) e nella funzionalità dei software e delle attrezzature.

“Partiremo con prudenza – spiega Fabio Pezzoli, il direttore sanitario dell’ospedale Papa Giovanni XXIII da cui dipende la struttura in Fiera – la sicurezza è la nostra priorità. Domani dovremmo trasferire i primi pazienti ma, come per tutti i trasferimenti disposti in questa emergenza dal Papa Giovanni, la nostra valutazione su chi, quando e dove trasferire sarà innanzitutto clinica e assistenziale”.

Ora che i numeri degli accessi al Pronto Soccorso per problemi respiratori sono diminuiti, fra i possibili utilizzi del presidio medico si pensa al trasferimento di alcuni pazienti dall’ospedale di Bergamo e al ricovero di chi, finora curato a casa, potrebbe beneficiare di esami radiologici ed ematici per un inquadramento complessivo.

“Ci accorgiamo sempre più spesso – spiega il direttore del presidio in Fiera Oliviero Valoti – che il Covid 19 colpisce tutti gli organi e non solo i polmoni. Un ricovero anche breve consentirebbe di pianificare le cure a domicilio con maggiore sicurezza”.

Intanto ha compiuto la prima visita alla struttura il gruppo di 15 infermieri destinati a Bergamo dalla Protezione civile, da domani impegnati nella formazione al Papa Giovanni XXIII. Un ulteriore rinforzo sul fronte del personale, ma qualsiasi decisione sull’utilizzo dell’ospedale costruito dagli Alpini e dagli artigiani bergamaschi e che vedrà all’opera i volontari di Emergency, i sanitari dell’esercito russo e quelli reclutati dal Papa Giovanni, dipende da come si comporterà il virus nei prossimi giorni e questo a sua volta dipende dai comportamenti responsabili dei cittadini. #iorestoacasa resta la parola d’ordine per tutti.

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