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Emergenza Coronavirus: l’intervento di Uniacque all’ospedale da campo

L'azienda è impegnata in numerosi interventi per aiutare il territorio bergamasco ad affrontare l'emergenza Coronavirus

Una giornata di ringraziamento, dopo aver compiuto fino in fondo il proprio dovere: una visita di congedo quella di oggi, alla Fiera di Bergamo, da parte di specialisti tecnici dell’azienda e volontari del nucleo di Protezione civile Uniacque (affiliato ad ANA), che nei giorni scorsi sono stati impegnati per predisporre il sistema idropotabile e di scarico che permetterà di soddisfare le esigenze del nuovo presidio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, sorto all’interno del polo fieristico.

Il progetto dell’opera, nata e voluta per sostenere il sistema sanitario bergamasco in questa emergenza causata dalla pandemia da Covid-19, ha visto in azione fin dal 18 marzo il personale Uniacque, prima per studiare poi realizzare i lavori di allaccio alla rete idropotabile e all’indispensabile scarico fognario. Un lavoro non ordinario, anche per le complicazioni imposte dall’intervento: le opere per le acque reflue sono risultate infatti di particolare difficoltà realizzativa, a causa della mancanza della necessaria pendenza; si è quindi reso indispensabile un intervento invasivo con un escavatore, cui sono seguiti i lavori di scavo e posa di tubi in PVC per una lunghezza di 120 metri; le operazioni hanno impegnato i tecnici Uniacque per tre giorni (su un totale di 4 complessivi per gli allacci idropotabili), consentendo così di agganciare gli scarichi alla rete fognaria della città di Bergamo.

Non finisce qui però il sostegno di Uniacque ai medici e agli infermieri: i consumi di acqua che si registreranno all’interno del presidio sanitario non saranno conteggiati né fatturati: un ulteriore mano tesa a chi sarà impegnato nella lotta al Coronavirus.

Un altro fronte su cui Uniacque è scesa in campo per il territorio bergamasco è stato realizzato attraverso i volontari del nucleo di Protezione civile interno all’azienda che, in affiancamento alle unità militari Russe, sono tuttora impegnati nelle ricariche idriche delle autobotti in servizio di sanificazione nelle numerose RSA dei Comuni bergamaschi: tanti gli interventi effettuati, in tutte le parti della Provincia, un necessario aiuto e una prima “prova del fuoco” per il nucleo di dipendenti volontari, che certo non si aspettava solo qualche mese fa di battezzare il suo esordio sul proprio territorio.

Uniacque all'ospedale da campo

I volontari, oltre che nelle attività di sanificazione, nei giorni scorsi, si sono adoperati anche in supporto alle operazioni di allaccio idrico compiute dai tecnici alla Fiera di Bergamo.

Non è mancato un contributo anche per le attrezzature da mettere a disposizione dell’ospedale: Uniacque si è infatti impegnata nell’acquisto di sistema di termocamere per permettere la rilevazione delle temperature a distanza.

Un impegno oneroso, quello di Uniacque, non solo dal punto di vista tecnico e morale, ma anche sul piano economico: si aggira attorno ai 100mila euro la cifra che le varie attività hanno comportato, tra interventi tecnici, acquisto di attrezzature e mancati incassi dai consumi, un sacrificio che ben si spiega con il forte legame della società e del suo territorio.

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