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Coronavirus, la Diachem dona 30 mila euro agli ospedali di Bergamo, Treviglio e Seriate

L'azienda ha anche provveduto a stipulare una polizza aggiuntiva a favore dei dipendenti, che coinvolge anche i contratti in somministrazione.

Diachem, azienda storica bergamasca dedita alla produzione e alla vendita di agrofarmaci e fertilizzanti, è operativa, a supporto della filiera agroalimentare, ma ha adottato tutte le possibili precauzioni per consentire che la produzione e ogni attività collaterale possa proseguire garantendo agli operatori i massimi livelli di sicurezza.

Parallelamente ha anche provveduto a stipulare una polizza aggiuntiva a favore dei dipendenti, che coinvolge anche i contratti in somministrazione. Inoltre, per sottolineare la propria volontà di essere vicina al territorio in questo momento di gravissima emergenza sanitaria, il Gruppo (a cui fa capo sia Diachem che le altre due aziende bergamasche Diagro e Sostel) e ha deciso di donare 30 mila euro complessivi suddivisi in parti uguali, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e agli ospedali di Treviglio e di Seriate.

Gianluigi Dubbini, Ceo Diachem
Gianluigi Dubbini

“La nostra azienda fa parte della filiera agro-alimentare e tutte le imprese aderenti a Federchimica-Agrofarma e Federchimica-Assofertilizzanti – sottolinea Gianluigi Dubbini, CEO – sono a fianco degli agricoltori al fine di assicurare la continuità produttiva e la commercializzazione dei mezzi tecnici per l’agricoltura, nel totale rispetto delle norme igienico-sanitarie disposte dalle autorità, per garantire il pieno approvvigionamento delle derrate alimentari. I mesi attuali sono per noi quelli più intensi e interrompere l’attività ora vorrebbe dire far mancare agli agricoltori strumenti indispensabili per assicurare la massima produttività ed il pieno soddisfacimento della richiesta alimentare, perché i nostri prodotti seguono il ciclo della natura. Abbiamo però pensato prima di tutto alle misure concrete per garantire a tutti gli operatori il massimo livello di sicurezza: in quest’ottica abbiamo disposto, laddove possibile, il lavoro da casa e abbiamo adottato, per chi deve invece recarsi in stabilimento o nel proprio ufficio, ogni cautela indicataci nelle linee guida del ministero della Salute, oltre che dal buonsenso e dalla conoscenza del nostro ambiente di lavoro, dove gli spazi utilizzabili sono molto ampi, adottando comportamenti eccezionali di precauzione e prevenzione e di miglioramento dell’organizzazione, garantendo però la continuità produttiva. Una scelta non facile, ma ponderata e condivisa, una scelta possibile grazie all’impegno di tutti i nostri collaboratori e delle nostre maestranze, che ringraziamo per l’impegno e la professionalità”.

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