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La didattica a distanza funziona: promuovere tutti per decreto mi sembra ragionevole

La ventilata proposta di promuovere tutti per decreto, mi sembra ragionevole. C’è stata una levata di scudi da parte di qualcuno, perché in tal modo non si premierebbe il merito, può darsi, ma certamente affermiamo l’uguaglianza, che è più importante del merito, essendone un presupposto.

Il 26 febbraio, improvvisamente, si è interrotto il filo della quotidianità tra docenti ed alunni.

Inizialmente si pensava ad un’interruzione breve, credo pochi avessero la percezione del dramma che si stava profilando. Il Ministero consigliava di attivare modalità di didattica a distanza, nei giorni successivi, l’attività consigliata diventava obbligatoria.
Allora, anche quelli di noi più restii all’utilizzo della tecnologia, si sono attivati.

Le videolezioni sono diventate così un appuntamento quotidiano con i nostri studenti. Un appuntamento al quale tutti partecipiamo volentieri, in modo particolare i ragazzi.
Abbiamo capito che l’importante è reggere e dipanare il filo della routine, fare capire che ci siamo, alleggerire l’angoscia e l’ansia, giusto quello che si può. Capita, così, di condividere alcuni sprazzi della nostra quotidianità e i pensieri volano oltre i contenuti, che non sono tanto importanti adesso. A margine dello schermo, talvolta, scorrono i messaggi degli alunni, chi mi chiede se ho visto le immagini dei camion militari che trasportano le bare, immagine dolorosissima per tutti noi, oppure del tutto inaspettatamente, per come lo conosco, un alunno mi chiede se torneremo mai ad abbracciarci. E io lo rassicuro, torneremo nella nostra bella scuola e ripartiremo, un po’ acciaccati e un po’ diversi, di sicuro tutti con la voglia di ritrovarci.

Siamo stati sollecitati a valutare gli alunni, non mancano le perplessità tra noi docenti e così ci si confronta, e se copiano? E se qualcuno suggerisce?
Pazienza, gli studenti stessi chiedono di essere valutati per avere un riscontro del loro impegno. Lo faremo, attribuendo alla valutazione l’importanza che merita in questo frangente eccezionale.

Per questo, la ventilata proposta di promuovere tutti per decreto, mi sembra ragionevole. C’è stata una levata di scudi da parte di qualcuno, perché in tal modo non si premierebbe il merito, può darsi, ma certamente affermiamo l’uguaglianza, che è più importante del merito, essendone un presupposto.

La scuola vera, infatti, cerca di garantirla l’uguaglianza, la didattica a distanza non lo può fare.
Non tutti i nostri studenti hanno la stessa possibilità di connessione, a volte i giga non sono sufficienti, c’è un solo computer per famiglia, c’è chi ha la possibilità di studiare in ambienti confortevoli e chi no. E cosa ne sappiamo noi di quello che succede nelle loro famiglie? Dei lutti probabili, visto che se ne sta andando la generazione dei nonni, delle sofferenze e delle preoccupazioni?

Per ora continuiamo con la didattica a distanza, con la consapevolezza che non potrà mai essere sostitutiva della didattica “vicina”, del confronto e della relazione, che tanto ci mancano oggi, sicché mi sento quasi in dovere di fare un tributo alla Fornero, che mi costringerà a lavorare nei prossimi anni, salute permettendo, si intende.

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