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Lucchini Rs: “Riapriamo solamente le attività produttive essenziali”

Pubblichiamo la replica della Lucchini Rs ai sindacati, dopo che è stato annunciato uno sciopero di 11 giorni vista la ripresa dell'attività produttiva.

Dopo che i sindacati hanno annunciato undici giorni di sciopero consecutivi (leggi qui), a seguito della scelta della Lucchini RS di riaprire le attività produttive a partire da sabato 4 aprile, l’azienda replica alle sigle sindacali.

Il Gruppo Lucchini RS aveva deciso di interrompere le proprie attività produttive in Italia a partire dal 13 marzo, in largo anticipo rispetto alle disposizioni del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22 marzo.

Tale Decreto, la cui validità è stata di recente estesa fino al 13 aprile, prevede esplicitamente che “restino sempre consentite le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1 (…) previa comunicazione al Prefetto”.

In virtù di tale disposizione governativa, le aziende del Gruppo Lucchini RS hanno deciso, venerdì 3 aprile, di riavviare alcune attività produttive, previa comunicazione alla Prefettura avvenuta nei giorni scorsi.

“La ripartenza avverrà con gradualità e limitatamente al solo soddisfacimento delle esigenze di continuità di tali filiere definite essenziali e strategiche – si legge in una nota dell’azienda -. Più in dettaglio, da sabato 4 aprile riprenderà l’attività di acciaieria a passo ridotto, mentre dalla prossima settimana saranno riavviate, sempre a turnistica ridotta, alcune produzioni ferroviarie di Lovere e poche altre attività produttive in Lucchini Mamé, a Cividate Camuno. Purtroppo le Organizzazione Sindacali territoriali hanno ritenuto di non voler responsabilmente condividere una scelta difficile ma indispensabile per garantire la continuità di fornitura ai settori strategici individuati con precisione dal Decreto, insistendo strumentalmente sulla richiesta di lasciare totale discrezionalità alle persone se presentarsi volontariamente o meno al lavoro. È ovvio che tale scelta renderebbe impossibile pianificare i turni di lavoro e comporre le squadre in sicurezza. Non avendo avuto l’avallo da parte aziendale a una linea simile, che avrebbe in pratica compromesso la possibilità di una ripartenza, se non rischiando l’incolumità delle persone e l’integrità degli impianti, le OOSS hanno preferito dichiarare uno sciopero di 11 giorni, fino al termine dell’attuale DPCM. La Direzione aziendale ne ha preso atto, con rammarico”.

“Quanto alle dichiarazioni a mezzo stampa molto gravi, offensive, inesatte ed ingiuriose- prosegue la nota – l’Azienda preferisce per il momento non replicare nel merito, per non confermare il tono unilateralmente molto basso che il Sindacato adotta, tenuto conto del momento assolutamente drammatico che stiamo vivendo tutti.
Il Gruppo Lucchini RS desidera rassicurare tutti i dipendenti ed il Territorio tutto che in tutti gli impianti che ripartiranno sono state implementate con successo tutte le misure del Protocollo di sicurezza firmato dalle Organizzazioni Datoriali e dalle medesime Organizzazioni Sindacali il 14 marzo scorso. Nello specifico, tali misure sono state illustrate agli RLS aziendali, che le hanno apprezzate, impegnandosi a contribuire al loro possibile miglioramento nei primi giorni di applicazione. La scelta del Gruppo, in questo frangente così difficile e drammatico, è per un impegno responsabile e coraggioso, a favore di una ripartenza graduale e sicura, garantendo la continuità dei servizi essenziali, e tenendo nella massima considerazione tutte le prescrizioni e in particolare il decreto Legge del Primo Ministro del Governo Italiano”.

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