L'emergenza

Coronavirus, Bergamo piange un altro medico: addio al diabetologo Nosari

Sessantanove anni, era ricoverato all'Humanitas Gavazzeni. "Esempio di professionalità e attaccamento al lavoro, se n'è andato tra i suoi malati"

“Per me Italo era ‘il medico’. Un esempio di assoluta professionalità e attaccamento al lavoro”. Con queste parole il direttore scientifico di Humanitas Gavazzeni Emilio Bombardieri ricorda l’amico e collega Italo Nosari, diabetologo molto conosciuto a Bergamo, l’ultimo tra i camici bianchi scomparsi a causa del Coronavirus.

Laureato con 110 e lode in Medicina e Chirurgia a Pavia, si era specializzato in Endocrinologia, Diabetologia e Scienza dell’alimentazione a Milano. Originario di Romano di Lombardia, 69 anni, era ricoverato in terapia intensiva all’Humanitas Gavazzeni. La sua seconda casa, in quanto responsabile dell’ambulatorio di diabetologia.

Fino all’ultimo ha lottato contro il virus. “Ha scelto di andarsene in mezzo ai suoi malati – le parole di Bombardieri -. Italo era un medico affermato, ma dai metodi semplici. Davanti a tutto metteva la dedizione e la cura verso gli altri. Di lui conservo l’immagine di un uomo attivo, sempre indaffarato con la sua grande borsa piena di carte ed esperienza. Un uomo ironico e allo stesso tempo saggio, un personaggio al quale era difficile non affezionarsi. Mancherà tantissimo”.

Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, ne ricorda la competenza e il carattere solare: “Una grossa perdita per la comunità medica, un punto di riferimento per molti”.

Dall’inizio dell’epidemia sono almeno 20 i medici scomparsi in terra bergamasca. Un elenco sempre più lungo al quale, solo nelle ultime quarantotto ore, si sono aggiunti il cardiologo Riccardo Paris e l’otorinolaringoiatra Marcello Cifola.

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